Lazio, il candidato governatore è Parisi. Il centrodestra trova l’accordo

È il romano Stefano Parisi il candidato calato dal centrodestra nel Lazio per sfidare l’uscente Nicola Zingaretti, sostenuto dalla sinistra ma non dalla Lorenzin inopinatamente esclusa dalla coalizione. È stato lo stesso Parisi a darne notizia attraverso Facebook: «Oggi ho accettato  l’invito dei leader del centrodestra a candidarmi come governatore del Lazio».

L’annuncio di Parisi su Fb: «Ho accettato»

La scelta di puntare su Parisi, oltre che a premiare un manager di lunga esperienza con brillanti precedenti in Confindustria, Federmeccanica, Fastweb, Comune di Milano, Chili Tv, libera anche il centrodestra dalla concorrenza di Energie per l’Italiail movimento creato malo stesso Parisi e che non ha trovato spazio all’interno dell’alleanza. Anche per questo, il “sì” dell’ex-city manager di Milano non solo non era scontato ma, come ammesso dal diretto interessato, è stato l’esito di «una scelta difficile». Parisi, infatti, rivolgendosi ai suoi sostenitori, ha ringraziato i «tanti di voi» che «hanno lavorato per costruire le liste e la nostra presenza alle elezioni per Camera e Senato, divenuta ora incompatibile con la mia candidatura alla guida della coalizione nella regione della capitale».

Un brillante manager con la passione per la politica

Il candidato governatore ha tenuto a precisare che il nuovo ruolo non archivierà i progetti politici di Energie per l’ItaliaLa road map è gia tracciata: elezioni di marzo, quindi quelle in Molise, in Friuli e in molti comuni nei prossimi mesi, quindi le “europee” del prossimo anno. «Per affrontare al meglio questo percorso – ha concluso Parisi – dobbiamo subito dopo le elezioni, convocare il nostro primo congresso nazionale già per la prossima primavera».  Fin qui Parisi. Resta ora da vedere se la sua designazione riuscirà a disinnescare l’autocandidatura di Sergio Pirozzi, il sindaco di Amatrice che fin qui ha respinto ogni richiesta di fare un “passo indietro”. I due condividono una certa “allergia” verso gli apparati e non a caso i loro rapporti sono improntati a reciproco rispetto.