Lavoro, il centrodestra ha un piano per creare due milioni di posti. Ecco come

Il Jobs Act? Sarà sicuramente rivisto, modificato, de-precarizzato, garantisce Silvio Berlusconi. Ma il centrodestra ha un super piano da due milioni di posti di lavoro da mettere sul tavolo delle prossime elezioni Politiche, con una serie di misure che vanno dalla defiscalizzazione agli incentivi per le assunzioni. E non solo per i precari, come da legge precedente. Del pacchetto “lavoro” a cui sta lavorando la coalizione di centrodestra dà alcune anticipazioni Il Giornale, con un articolo in prima pagina nel quale si annuncia che “il centrodestra si presenterà al voto con un programma concordato da tutti i partiti della coalizione. Il lavoro è uno dei cardini della proposta che Forza Italia, Lega, Fratelli d’Italia e Noi con l’Italia faranno agli elettori. Al tavolo sul programma di ieri Forza Italia si è presentata con una bozza dettagliata che ha fatto da canovaccio”.

L’obiettivo è di creare due milioni di nuovi posti di lavoro entro la legislatura. Con alcuni cardini: più spazio alla contrattazione decentrata, aziendale e personale, meno alla legge, salari agganciati al reddito, valorizzazione delle imprese, la valorizzazione di giovani e donne lavoratrici, ritorno ad alcune forme di contratto della legge Biagi “cassate” per le pressioni della Cgil.

“Forza Italia propone nessuna tassa e zero contributi per chi assume under 35. Incentivi che durano sei anni. È a questa parte – scrive Il Giornale – della proposta elettorale che si è riferito Berlusconi quando ha parlato di superamento della riforma di Renzi. Su questo punto fino a ieri il tavolo del centrodestra non ha chiuso. Per la Lega la decontribuzione è superata dalla flat tax, che il partito di Salvini vuole al 15%. Con un’aliquota così bassa non ci sarebbe bisogno di un provvedimento ad hoc sulle assunzioni.  Forza Italia punta anche a un piano del talento, per sviluppare sinergie tra università e aziende. Poi sostegni alle start up innovative. Per le lavoratrici, incentivi strutturali e nuove protezioni per la maternità, oltre a misure per conciliare lavoro e vita familiare. C’è attesa anche per le misure previdenziali che potrebbero interessare le donne. L’abolizione della Fornero potrebbe passare per forme di flessibilità in uscita”.