Allerta del capo degli 007 italiani: fra gli immigrati possibili foreign fighters

«Nel momento in cui l’Isis ha perduto il suo ambito territoriale, a parte il fatto che la minaccia cosiddetta ibrida di attentato si può evolvere, c’è un fatto tecnico: i sopravvissuti alla chiamata che si erano mossi dai vari Paesi non hanno più un territorio e questa diaspora è la vera minaccia». L’ex-capo della polizia Alessandro Pansa, oggi Direttore generale del Dis, il Dipartimento delle informazioni per la sicurezza che vigila sull’attività degli 007 italiani dell’Aise e dell’Aisi, lancia l’allerta sui cosiddetti foreign fighters di ritorno, cioè tutti quei soggetti, donne e uomini, che erano partiti dai vari Paesi europei e non, Italia compresa, verso il sogno dello Stato Islamico. L’occasione è un incontro di Pansa con gli studenti dell’Università di Catania. A loro il capo degli 007 italiani spiega che «alcuni di questi sbandati possono oggi fare parte di questi gruppi di persone che sono anch’esse in difficoltà ed affrontano i viaggi attraverso il Mediterraneo per raggiungere le nostre coste. Per noi «è fondamentale avere la capacità di analizzare i fenomeni per valutare la minaccia in un lasso di tempo che renda possibile la messa in atto di un meccanismo di difesa».

Qualche minuto prima Pansa aveva sostenuto che «il fenomeno migratorio non è minaccia per la sicurezza nazionale. Anzi, forse è una qualche opportunità e soprattutto non sono reali quegli elementi che sono stati tracciati del fenomeno migratorio per cattiva conoscenza».
«I fenomeni – aveva aggiunto il Direttore del Dis – vanno studiati, analizzati e raccontati, non prima raccontati e poi analizzati e studiati. Quando è scoppiato il fenomeno terrorismo è stato lanciato per un sacco di tempo il messaggio negativo che arrivavano nel nostro Paese nascosti nei flussi migratori. Che questo fosse una sciocchezza lo dimostra il fatto che non è successo».

Poco dopo, però, arriva l’aggiustamento di rotta. «Se all’inizio avessimo studiato e capito quale era il vero problema – ammette Pansa – non ci saremmo fasciati la testa per tanto tempo inutilmente. Negli ultimi tempi questo problema non viene più affrontato. Forse esisterà, non esiste oggi, ma rischia di esistere a breve perché l’Isis così com’era non esiste più». Poi l’ammissione e l’allarme sui foreign fighters nascosti fra gli immigrati in arrivo in Italia: «alcuni di questi sbandati possono oggi fare parte di questi gruppi di persone che sono anch’esse in difficoltà ed affrontano i viaggi attraverso il Mediterraneo per raggiungere le nostre coste».