La Ue in ginocchio da Londra: “Inglesi ripensateci, non uscite dall’Europa”

mercoledì 17 gennaio 17:06 - di Redazione
La vittoria della Brexit

La Ue comincia a capire la portata delle conseguenze, non solo psicologiche ma anche economiche, che comporterà la Brexit per il continente. Il presidente del consiglio europeo Donald Tusk ha detto che “le nostre porte restano aperte: spero che queste parole siano sentite chiaramente a Londra”. Lo ha sottolineato il presidente della Commissione Europea Jean-Claude Juncker, intervenendo nella sessione plenaria del parlamento europeo a Strasburgo, tornando sulla possibilità, o sulla speranza, che il Regno Unito decida di fare marcia indietro rispetto alla decisione di lasciare l’Unione Europea. “Se il governo britannico si atterrà alla sua decisione di lasciare l’Ue, la Brexit diventerà una realtà, con tutte le sue conseguenze negative, nel marzo 2019, a meno che non ci sia un cambiamento di idea tra i nostri amici britannici. Lo stesso David Davis (capo negoziatore britannico per la Brexit, ndr) ha detto che, se una democrazia non può cambiare idea, smette di essere una democrazia. Qui non abbiamo cambiato opinione: i nostri cuori restano aperti verso di voi”, aveva infatti detto Donald Tusk, intervenendo all’Europarlamento.

Ma Londra va avanti per la sua strada: l’Agenzia per i prodotti medicinali e sanitari (Mhra) britannica “sta lavorando a stretto contatto con il governo per analizzare le migliori opzioni e opportunità per una regolamentazione sicura ed efficace su farmaci e dispositivi medici nel Regno Unito” nel post-Brexit. E mentre i negoziati continuano, il Regno Unito “rimane un membro attivo e pieno dell’Ue, con tutti i diritti e gli obblighi saldamente in essere”. E’ la stessa Medicines and Healthcare products Regulatory Agency a pubblicare sul suo sito internet un comunicato in cui intende aggiornare gli attori del settore sul lavoro in corso per garantire una uscita indolore dall’Unione europea. Nel 2019 l’European Medicines Agency (Ema) si trasferirà da Londra ad Amsterdam, e questo sta creando forte incertezza su come funzionerà il settore da quel momento in poi Oltremanica. La Mhra esprime la speranza di poter “continuare a collaborare con l’Ema” e precisa che non ci saranno cambiamenti per il momento nel quadro normativo britannico”. In ogni caso “sarà garantito alle aziende il tempo necessario per adeguarsi a eventuali novità”. L’Agenzia ricorda infine che Londra e Bruxelles hanno deciso che “i beni immessi in commercio sotto le leggi europee prima dell’uscita del Paese dall’Ue dovrebbero poter circolare senza la necessità di modifiche o nuove etichettature”.

Commenti

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  • Lorenzo Argentino 18 gennaio 2018

    Governanti europei inetti, forti con i deboli e deboli con i forti. LaGrecia è stata sventrata l’Italia è sulla stessa strada e questi piangono l’uscita dell’Inghilterra. Incapaci, cercate di risolvere i problemi in casa vostra, Londra pensa a se stessa ,voi, dubito che ne siate capaci,pensate agli europei.

  • itala piccininno 18 gennaio 2018

    viva la perfida Albione! i cretini siamo noi che restiamo nella ue-ue

  • alberto caioli 18 gennaio 2018

    Ma non sbagliavano gli Inglesi ad uscire dall’Europa e dall’euro? Se avessimo dei politici veri dovremmo farlo anche noi e la Grecia, ma sono tutti coinvolti nel pararsi il c*** dalle c****** che faranno ancora! Inoltre, se saranno trombati, sperano in qualche “lavoretto” a Bruxelles con gli altri “cavolini”!

  • Clerico Enzo 18 gennaio 2018

    Ci stiamo convincendo sempre più che l’Inghilterra sa guardare molto avanti nella storia..