La Sicilia ripiomba nell’emergenza rifiuti, Musumeci vola da Gentiloni

giovedì 18 gennaio 16:50 - di Alberto Cardillo

Ripiomba sulla Sicilia il caos dei rifiuti, con criticità emergenziali nelle province di Palermo e Trapani. Le cronache di stamattina raccontano di una cinquantina di Comuni -tra questi Termini Imerese, Cefalù, Bagheria e Alcamo-, i quali non ha hanno più discariche disponibili dove conferire i rifiuti indifferenziati. Cancelli chiusi nella discarica dell’Oikos a Motta S. Anastasia (CT) per i camion provenienti dall’EcoAmbiente, dove cinquanta Comuni delle province di Trapani e Palermo trasferiscono l’immondizia per un primo trattamento.

Per scongiurare effetti ancora più nefasti su tutta l’isola, proprio oggi il Presidente della Regione Nello Musumeci è volato a Roma per discutere la situazione con il Premier Paolo Gentiloni.

“La situazione – dichiara il sindaco di Cefalù Rosario Lapunzina – è diventata insostenibile”. Eguali condizioni a Termini Imerese: “Da domani – dichiara preoccupato il sindaco, Francesco Giunta – non saremo più in grado di raccogliere l’immondizia”.

Fino ad ora i Comuni della Sicilia occidentale di cui si è accennato, hanno lavorato in regime provvisorio, portando i rifiuti a Bellolampo per essere trattati nell’impianto di EcoAmbiente e poi, da lì, a Motta S. Anastasia. Ora, però, Oikos, proprietaria della discarica catanese, ha richiesto una garanzia bancaria o assicurativa di circa due milioni di euro che EcoAmbiente non è nelle condizioni di concedere.

Febbrili le attività al dipartimento Rifiuti, stamane, infatti, è stato convocato un tavolo tecnico per affrontare la questione con il dirigente generale Salvo Cocina e i rappresentanti della EcoAmbiente.

Il tempo è poco e l’emergenza rischia davvero di travolgere l’intera Sicilia. Decenni di arretratezza sul tema della gestione dei rifiuti stanno presentando il conto e rischiano di mettere una pietra tombale al sistema di raccolta differenziata che molti Comuni hanno già avviato con tanti sacrifici da parte di amministratori e cittadini.

La speranza è che dall’incontro tra Musumeci e Gentiloni maturi un percorso per tamponare la crisi ed avviare un programma di medio e lungo periodo che eviti le cicliche -e vergognose- emergenze tutte siciliane.

Commenti

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  • Rosaria Privitera 19 gennaio 2018

    Servono gli inceneritori

  • Alberto 19 gennaio 2018

    Ridiamo la piena libertà alla Sicilia. Che torni per sempre Stato Autonomo Nazionale.

  • giorgio 19 gennaio 2018

    ma e’ mai possibile che si ritorni sempre al passato? Roma, Palermo, Napoli, per ora, poi si vedra’, cambiano le amministrazioni ed i colori ma tutto rimane come prima “……cambiare tutto per lasciare tutto come prima……….”

  • Andrea Ferrari 19 gennaio 2018

    Ovviamente parliamo di unaregione autonoma..poi naturalmente i guai li deve risolvere lo stato centrale…..