La scomparsa di Angelillo, bomber ineguagliabile: 33 goal in 33 partite

Altri tempi, altri cori: “Chi sei tu Valentin, che tremar fai tutti i terzin?”, cantavano le curve negli anni Cinquanta, quando vedevano Antonio Valentin Angelillo trafiggere spietatamente tutte le difese della serie A.  L’asso argentino, ma di origine lucana, se ne è andato il 5 gennaio scorso in un ospedale di Siena, dove era stato ricoverato due giorni prima. Angelillo aveva 80 anni e viveva ad Arezzo da cinquanta. Ha militato in parecchi club, dalla Roma al Milan, dall’Inter al Lecco, ma è senza dubbio con i neroazzurri che ha lasciato maggiormente il segno, con le sue 133 presenze in cinque anni. Anche a Roma (106 presenze) Angelillo è stato molto amato, ma il suo carattere ribelle lo ha costretto a girare un po’ tutta l’Italia. Eppure ci sapeva fare: mezz’ala di attacco, come si diceva una volta, Angelillo vanta 11 presenze nella prestigiosa nazionale argentina e due in quella italiana, in quanto oriundo, come si diceva allora. Ma per i mondiali del Cile, nel 1962, non fu convocato, e guarda caso uscimmo presto. Certo facemmo meglio di oggi, che ai mondiali non siamo stati neanche ammessi. I giovani certo non lo ricordano, non ricordano il suo stile né la sua potenza, ma è grazie a lui che sono arrivati in Italia i due assi dell’Inter Javier Zanetti e Ivan Cordoba. Angelillo infatti ha fatto l’osservatore in Sudamerica per l’Inter. «I suoi piedi – scrisse il grande Gianni Brera – si appoggiano alla palla come un pennello ai colori in tavolozza”. Insieme con Sivori e Maschio, era no dei cosiddetti tre “angeli con la faccia sporca”, come erano chiamati allora. Quando smise la carriera di calciatore, nel 1971, iniziò quella di allenatore, che gli regalò grandi soddisfazioni, in particlare con gli amaranto dell’Arezzo, che riuscì a portare dalla serie C alla serie B e fandogli sfiorare la sierie A, quando arrivò quinto. A fine anni Ottanta allenò anche la nazionale del Marocco, per poio chiudere definitivamente la carriera con il Torres nel 1991.