La polizia arresta un immigrato spacciatore, il magistrato lo “grazia”

Il magistrato ha “graziato” lo spacciatore. Un assurdo. Le forze dell’ordine trovano addosso a un 22enne, originario della Guinea Bissau, una quantità elevata di hashish – mezzo chilo – durante un controllo antispaccio a Parco Sempione a Milano, da tempo una zona rossa per spaccio di stupefacenti. Ma questo non è bastato per mettere l’africano seriamente nei guai. Per le solite follie della giustizia italiano, il magistrato per le direttissime di Milano lo ha lasciato in libertà: «Vogliamo darle un’occasione ma cerchi di non farlo più: se reitererà il reato non troverà un giudice così clemente”». E così il ragazzo la fa franca con solo l’obbligo di presentazione all’autorità giudiziaria invece della custodia cautelare in carcere. Lo leggiamo sul Giorno

Follia: una mera tirata d’orecchi

L’udienza che per il giovane si è conclusa nel migliore dei modi. Il magistrato, infatti, pur convalidando l’arresto ha disposto la misura dell’obbligo di presentazione all’autorità giudiziaria. Dovrà presentarsi, ogni settimana, al commissariato di polizia Sempione. «Il guineano, incensurato, attenderà a piede libero il processo. Sbarcato nei mesi scorsi a Lampedusa, il ragazzo – leggiamo – ha vissuto per un periodo in un centro di accoglienza per migranti a Roma. La sua richiesta di asilo è stata respinta dalla commissione competente. Ha presentato ricorso, seguendo un iter comune a tanti migranti, ma ha perso il diritto a rimanere nel centro d’accoglienza. Ha deciso così di spostarsi a Milano, senza fissa dimora, vivendo di espedienti. Il 22enne ha spiegato al giudice di non essere uno spacciatore, ma di essere stato assoldato solo per trasportare la droga. «Dovevo solo consegnare il “pacchetto” a un’altra persona». La tesi che ha prevalso è quanto mai assurda, con l’invito  a “rigare dritto”, una mera una tirata d’orecchie…