La modella con il velo divorzia dall’Oréal. Colpa dei suoi tweet contro Israele

È durato poco l’idillio tra la bellissima Amena Khan e l’Oréal Paris. Solo pochi giorni fa la modella britannica era diventata l’unica testimonial con il velo islamico a rappresentare la holding francese di cosmetici in una  grossa campagna pubblicitaria di lancio di un nuovo shampo. La notizia della modella velata aveva fatto il giro del mondo attirando l’attenzione dei media e dei social per una svolta nella politica dell’Oréal, giudicata una mossa rivoluzionaria e “inclusiva” nei confronti della cultura islamica per alcuni, una provocazione inaccettabile per altri.

La modella velata rompe con l’Oréal

Travolta dalle polemiche per il ritrovamento di alcuni tweet risalenti al 2014 nei quali criticava aspramente Israele, la modella musulmana che porta il velo da quando aveva venti anni ha ricevuto il benservito dall’Oréal. Anzi ha fatto un passo indietro accolto con apprezzamento dal marchio francese. Nei post, scovati dal sito di destra americano The Daily Caller, Amena Kahn aveva condannato gli attacchi contro Gaza e definito Israele uno «Stato terrorista». A luglio 2014, durante la guerra di Gaza la modella scriveva: «Per secoli arabi, ebrei e cristiani hanno vissuto pacificamente gli uni accanto agli altri in Palestina. Fino alla creazione di Israele». Poi, rivolta all’allora premier britannico David Cameron, twittava: «Parli di porre fine al terrorismo eppure sei complice nella fornitura di armi a uno Stato terrorista», con l’hashtag «Basta Armi a Israele». E ancora a Cameron: «Hai offerto un “sostegno convinto” a un genocidio». Parole pesanti che le sono costate l’annullamento del contratto pubblicitario. È stata la stessa Amena Kahn, due giorni fa, ad annunciare su Instagram il ritiro dalla campagna. E a nulla è valsa la cancellazione dei tweet incriminati che ormai si trovano facilmente sulla rete. «Sono profondamente dispiaciuta per il contenuto dei tweet che ho scritto nel 2014 e per la rabbia e il dolore che hanno causato. Promuovere la diversità è una delle mie passioni, non discrimino nessuno. Con grande rammarico mi ritiro dalla campagna perché il dibattito che adesso la circonda distoglie dai sentimenti positivi e inclusivi che ne erano all’origine». L’Oréal Paris, L’Oreal, parlando al quotidiano israeliano Jerusalem Post, ha detto di apprezzare il passo indietro: «Il nostro impegno è verso la tolleranza e il rispetto nei confronti di tutti i popoli. Siamo d’accordo con la decisione di Amena».