La Meloni smaschera la Ue: “Finge di proteggerci ma vuole fregarci…”

Niente inciuci, sia chiaro, le urne possono tranquillamente riaprirsi dopo essersi chiuse: “Se dalle elezioni del 4 marzo nessuno dei poli otterrà la maggioranza non penso che saranno possibili governi costruiti nel Palazzo e quindi bisognerà tornare a votare, con la stessa legge elettorale. L’ho detto a Berlusconi”, chiarisce a Porta a porta la leader di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni, dicendosi comunque convinta che nella prossima legislatura “non ci saranno i numeri per un governo di inciucio”.

La vittoria, lascia intendere la Meloni nella “terza camera” dello Stato italiano, il salottino di Vespa, è a portata di mano, sondaggi… alla mano. L’ospitata a Porta a Porta è però anche l’occasione per rilanciare sul tema della sovranità, anche rispetto ai tentativi di ingerenza che arrivano da Bruxelles in questi giorni, tra moniti contro i populismi e richiami al rispetto dei conti pubblici. “La Commissione europea con certe dichiarazioni ottiene il risultato diametralmente opposto a quello che vuole ottenere. L’Ue con noi si comporta come certi santoni che dicono di volerti bene poi ti fregano i beni di famiglia. Le scelte che l’Ue ci ha fatto fare non hanno migliorato le condizioni del Paese. Ma sono i cittadini italiani in libere elezioni che decideranno”, ha detto ancora la leader di Fdi, pungolata sul tema delle alleanze.

E sui rapporti con la Lega, del quale le chiede conto Vespa: “Non ho bisogno di giustificare l’esistenza di un partito fondato cinque anni fa, un partito di destra, che sta crescendo più di tutti gli altri. Siamo sereni: abbiamo messo in sicurezza la destra, che, senza di noi, per la prima volta in 70 anni di storia repubblicana, sarebbe scomparsa dal Parlamento”.  Rispondendo alla domanda se i rapporti con la Lega risentano della svolta da destra nazionale impressa al Carroccio da Matteo Salvini, la Meloni afferma. “Adesso guardiamo avanti e la prossima sfida -ha aggiunto- è il movimento dei patrioti, aperto agli italiani e alle italiane che pensano che difendere gli interessi nazionali, le famiglie, i prodotti e le aziende italiane, sia la priorità”.

E i collegi? “Va riconosciuto il peso di tutti, ma non saremo fiscalissimi. Lavoreremo per avere il candidato migliore”.