La “conversione” di Santoro: Berlusconi? «Abile, un vecchio saggio come me»

La “sviolinata» che non ti aspetti. Scalfari ha fatto scuola. Ma nessuno avrebbe mai pensato che a ricredersi su Silvio Berlusconi, spendendo pure parole di miele, fosse un nemico giurato del Cav come Michele Santoro. L’intervista che leggiamo sul Foglio  del conduttore tornato in -rai con “M”, lascia di sale. Basiti. «Silvio Berlusconi è come me, cioè una specie di vecchio saggio che si aggira sulla scena con l’aria di chi si chiede: Che devo fare?». L’ego ipertrofico di Michele Santoro non si smentisce, naturalmente: non “io mi sento come Silvio”, ma è Berlusconi che è come lui…. Insomma, un’inedita coppia di vecchi saggi. Santoro fa l’esegesi della tattica berlusconiana: «È stato molto abile a fare un gioco per lui inusuale: aspettare che gli altri sbagliassero. Anche le sue interviste sono apparse molto ragionevoli. Da uno che ha la testa sulle spalle. Ha detto cose sagge. Anche se ora, piano piano, stanno venendo fuori i suoi limiti”». Saggio, ragionevole, abile, con la testa sulle spalle. Da rimenere stupefatti. Come cambia il mondo. Da vecchio nemico giurato a «vecchio saggio», non c’è male come inversione ad”U”.

Santoro: «Silvio è l’unico che…»

Una conversione? Santoro, certo, si schermisce, dice di no, ma che scherziamo.  «Ma figuriamoci se lo rivaluto. Ovviamente no». Però leggendo tra le righe di quel che dice, il concetto è molto chiaro ed è molto in linea con la posizione scalfariana, costretto ad ammettere che forse tra Berlusconi e Di Maio meglio Berlusconi: Silvio è l’unico che si salva nello scenario politico attuale, è il pensiero non tanto nascosto: «C’è la ricerca del meno peggio – ragiona Santoro -. Una specie di gioco di società nel quale lui s’infila, perché è sempre bravo a fiutare l’aria. Ma è impensabile per chiunque, anche per lui, fare il capo politico a ottantatré anni». Insomma, Santoro promuoverebbe Berlusconi, se non ci fosse il particolare dell’età.