Israele espelle i clandestini ma dà loro 3500 dollari: “In tre mesi tutti fuori”

I clandestini africani entrati illegalmente in Israele dovranno lasciare il Paese entro tre mesi o rischieranno l’arresto. A dare l’ultimatum, spiega il sito Ynet news, è l’autorità israeliana per l’Immigrazione, secondo la quale i migranti provenienti da Sudan ed Eritrea dovranno partire “per il loro Paese o un Paese terzo”, ovvero il Ruanda con il quale è stato stretto uno specifico accordo. In base all’intesa i migranti possono essere espulsi nel Paese africano anche senza il loro consenso. Chi partirà entro la fine di marzo otterrà un contributo di 3500 dollari e non dovrà pagare il biglietto aereo. Il provvedimento rientra nell’impegno a far partire da Israele circa 42mila migranti africani entrati illegalmente prima che fosse costruito un muro lungo il confine con l’Egitto. Secondo l’associazione Hotline for Migrant Workers l’espulsione mette in pericolo la vita dei migranti, molti dei quali hanno diritto allo status di rifugiati e non possono tornare nel paese d’origine per il rischio di persecuzioni. In Ruanda, denuncia Galia Sabar, professore di studi africani all’università di Tel Aviv, non vi è nessuna rete di accoglienza per i migranti espulsi da Israele.