Iran, sale a 25 il numero dei morti nei disordini, centinaia gli arresti

Sono 25 le persone rimaste uccise nel corso dei disordini scoppiati durante le manifestazioni iniziate nel Paese il 28 dicembre scorso e che si sono svolte in diverse città iraniane. Il bilancio è stato fornito oggi dalle autorità locali. Il procuratore di Teheran Abbas Jafari Dolatabadi ha parlato dell’avvenuto rilascio negli ultimi giorni di 440 manifestanti arrestati e trattenuti a Teheran, dove ci sarebbero ancora 55 detenuti. Non si sa quanti iraniani siano tuttora detenuti in altre zone del Paese. Ma Teheran è impegnata anche sul fronte esterno, oltre a quello interno: nessuno può minare l’accordo sul nucleare iraniano del 2015, neanche Donald Trump: il presidente iraniano, Hassan Rohani è intervenuto nelle ultime ore in risposta alle parole del presidente americano, che venerdì ha lanciato un ultimatum dando tempo 120 giorni per riparare ai “terribili difetti” dell’intesa. Rohani ha parlato dell’accordo in termini di “eccellente risultato diplomatico, che nessuno può facilmente minare”. E i tentativi di Trump di farlo, serviranno non solo a isolare gli Stati Uniti internazionalmente, ha aggiunto, sottolineando che un governo che disconosce gli accordi sottoscritti dai suoi predecessori perde credibilità. Rohani ha fatto notare che le reazioni internazionali agli sforzi messi in atto da Trump per indebolire l’accordo riflettono “la vittoria della decenza politica” rispetto agli sforzi dell’attuale amministrazione americana.