Influenza, tre virus da tenere sotto controllo: sono pericolosi

Sono ormai passati cento anni dalla “Spagnola“, la terribile pandemia influenzale conosciuta come il peggior disastro dell’umanità. «In sei mesi, fra l’ottobre del 1918 e l’aprile del 1919, contagiò 1 miliardo di persone, con 50 milioni di morti, più della Prima Guerra Mondiale. E una stima che per l’Italia oscilla tra 375.000 e 650.000 vittime. La letalità del virus era altissima: arrivò anche al 70%». A ricordarlo è il virologo dell’Università di Milano Fabrizio Pregliasco, che oltre all’identikit della temibile “Spagnola”, evidenzia tre virus da tenere d’occhio.

Influenza, attenzione all’aviaria

Ma perché la pandemia del 1918 fu chiamata Spagnola? «La Spagna era una nazione neutrale, e l’esistenza di questa epidemia fu riportata inizialmente solo dai giornali spagnoli, mentre negli altri Paesi all’inizio il fenomeno fu nascosto e presentato come limitato alla Spagna. Ma l’epidemia fu pesantissima in tutta Europa e negli Stati Uniti. A scatenarla fu una variante aviaria asiatica del virus H1N1, e proprio volatili e suini sono da tenere sotto controllo per il rischio di nuove pandemie». La buona notizia è che «oggi, rispetto al passato, è aumentata di molto la nostra capacità di individuare le varianti». Ma i progressi della scienza non devono indurre ad abbassare la guardia. «In particolare ci sono tre varianti che circolano in Cina e Usa da tenere sotto controllo: si tratta di H5N6, H7N9 e H9N2, virus contratti da persone che erano venute in contatto con pollame vivo. I volatili e i suini fanno infatti da catalizzatori del ceppo virale, come è accaduto nell’ultima pandemia del 2009», la cosiddetta “febbre suina”, causata da una nuova variante del virus A-H1N1.