In Niger andiamo a proteggere l’uranio francese. Ma cosa avremo in cambio?

L’aula della Camera voterà il decreto del presidente del Consiglio sulla missione militare in Niger, il 17 gennaio a partire dalle 10.30. Lo ha deciso la conferenza dei capigruppo a Montecitorio. Ma sulla missione italiana ci sono molti interrogativi e retroscena man mano che si avvicina. Qualcuno sostiene che andiamo a fare da braccio armato dei frncesi senza peraltro avere nulla in cambio. “A titolo personale, osservo che, nel gran silenzio della politica e dei mainstream-media, mercoledì le Camere compiranno uno degli ultimi atti della legislatura: il voto per avallare la rischiosa missione di alcune centinaia di uomini italiani in Niger, a supporto dell’iniziativa francese. Per carità. I soliti esperti vi spiegheranno che si tratta di una missione strategica per noi, per l’Italia. E sciorineranno mappe e cartine (ve lo anticipo, così ci portiamo avanti con il lavoro) che mostreranno come dall’Africa centrale i flussi di migranti salgano verso il Nord Africa. Tutto esatto. Ma l’esattezza non necessariamente coincide con la verità profonda”. Lo dichiara in una nota Daniele Capezzone, deputato Noi con l’Italia, vicepresidente Acre. Che continua: “La verità profonda – spiega – è che andiamo a proteggere l’uranio francese (indispensabile per le molte centrali nucleari della Francia, ndr), nel quadro di un complessivo – lento ma inesorabile – assoggettamento italiano a Parigi, più ancora che a Berlino. Ci offriamo alla Francia come legione straniera, non si capisce bene in cambio di cosa. “Intanto, dopo l’incontro della scorsa settimana con Macron, il conte Gentiloni ha ancora il mal di schiena per i ripetuti inchini. E il Presidente francese si è anche divertito a maramaldeggiare: ”Con la Germania abbiamo una relazione strutturale, e con l’Italia… complementare”. Più chiaro di così…”, conclude. Ma Macron va dritto per la sua strada e cerca di convincerci che facciamo bene: “Voglio rendere omaggio all’annuncio di un dispiegamento militare sostanziale nel Niger, che rientra negli impegni già assunti, so che ha portato a tanti dibattiti, ma è importante perché coerente con l’insieme della politica migratoria e di sicurezza comune” europea, ha detto infatti il presidente francese Emmanuel Macron sulla prossima missione italiana in Niger.