In braccio alla Madonna un africano nudo: l’assurda Pietà pro migranti

Una replica in marmo della Pietà di Michelangelo, ma al posto del Cristo, sul grembo della Madonna c’è invece un giovane nudo, di colore, in rappresentanza dei migranti. L’ultimo delirio terzomondista è firmato Fabio Viale, autore dell’obbrobrio esposto a Milano dal 19 gennaio al 30 marzo nella nuova sede milanese della Galleria Poggiali, nello spazio Foro Bonaparte 52. La mostra, a cura di Sergio Risaliti, si chiama Lucky Ehi, dal nome di un giovane cristiano nigeriano, arrivato in Italia come rifugiato perché perseguitato in Nigeria per il fatto di essere cristiano. La sua storia travagliata viene raccontata in una registrazione-audio, incisa con la voce del ragazzo, terza opera della mostra. Una mostra che pone qualche interrogativo e qualche perplessità. Considerando che in Nigeria su 122 milioni di abitanti oltre la metà è cristiana, se tutti i nigeriani cristiani dovessero venire da noi ci ritroveremmo assieme al citato Lucky altri 70 milioni di “rifugiati”. A questo punto non sarebbe più facile chiamarli migranti economici? No, perché gli artisti della sinistra radical chic non potrebbero farci sopra le mostre. L’unica parola azzeccata della mostra è la parola “Pietà”. Tramutata in un appello degli italiani di buon senso: “Abbiate pietà della nostra intelligenza”.

La Pietà con il migrante, ultimo delirio radical chic

La Pietà con il migrante, ultimo delirio radical chic