Immigrati senza biglietti e documenti prendono a sassate due capitreno

Un copione che si ripete. Stazioni ferroviarie sempre più luoghi esplosivi. Ennesima aggressione a Milano. Vittime, stavolta, due capitreno a Rogoredo, un uomo e una donna. Lo apprendiamo da Milano Today. Gli aggressori sono sei nordafricani senza documenti e biglietti, che hanno aggredto con violenza i due “rei” di voler far rispettare le regole, ossia di avere chiesto che venissero esibili bigliettie documenti, che non avevano. Fare il capotreno e farlo bene è diventato uno dei mestieri più pericolosi.

Milano, situazione sempre più critica

«La situazione è sempre più critica – dichiara al  al Giorno  il consigliere regionale Fabio Altitonante, di Fi – Andare sui mezzi pubblici è diventato un pericolo, se si osa contraddire chi delinque si rischia di finire all’ospedale. Milano è al limite». Dito puntato contro «il buonismo del Pd» che ha lasciato la città senza regole. Da qui la richiesta al prefetto di «un intervento immediato per riportare la sicurezza a Milano e, in particolare, sui mezzi».

La ricostruzione

Questa la ricostruzione. Le vittime sarebbero state prese a sputi, calci e pugni. A un certo punto, il gruppo avrebbe pure iniziato a lanciare sassi, prendendo di mira anche i passeggeri del convoglio. È stato in quel momento che i dipendenti di Trenitalia, preoccupati per la loro incolumità e per quella dei viaggiatori, hanno deciso di far ripartire il mezzo. Solo quando sono arrivati a destinazione, in Liguria, i due si sono fatti medicare e hanno sporto denuncia.

De Corato: «Militari nelle stazioni»

“Sul caso sta indagando la Polfer”, leggiamo sul Giorno. “Stando a quanto risulta, alcuni dei sospettati sono già stati identificati dagli investigatori; al setaccio le immagini registrate dalle telecamere di videosorveglianza per avere un quadro il più possibile chiaro della dinamica. Tanti, troppo casi si stanno moltiplicando. Dice il consigliere regionale di Fratelli d’Italia Riccardo De Corato: «È evidente che di fronte a tutte queste aggressioni ci vogliono militari nelle stazioni sia delle Ferrovie dello Stato sia in quelle di Trenord che servano come deterrente per dissuadere gli eventuali malintenzionati».