Il Papa sposa la linea della sinistra: “Migranti da accogliere senza paura”

La linea è quella di sempre, molto, molto vicina alle posizioni politiche della sinistra, che spinge per un’accoglienza assoluta e senza limiti dei migranti nel nostro Paese. Anche se il Papa, nel suo appello domenicale, lancia anche un monito a chi arriva affinché rispetti le tradizioni, le regole e anche le paure di chi “accoglie”. Nell’omelia della messa celebrata nella basilica di San Pietro in Vaticano in occasione della Giornata mondiale del migrante e del rifugiato, Papa Francesco invita a “superare le nostre paure, per poter andare incontro all’altro, per accoglierlo, conoscerlo e riconoscerlo”. Il Pontefice sottolinea che “l’incontro vero con l’altro non si ferma all’accoglienza ma ci impegna tutti in altre tre azioni, che evidenziate nel Messaggio per questa giornata: proteggere, promuovere e integrare”.

Il monito agli italiani e a chi arriva in Italia

“Nel mondo di oggi, per i nuovi arrivati, l’invito all’accoglienza significa anche conoscere e rispettare le leggi, la cultura e le tradizioni dei Paesi in cui sono accolti; significa pure comprendere le loro paure e apprensioni per il futuro”, sottolinea ancora il Santo Padre, che riconosce: “Non è facile entrare nella cultura altrui, mettersi nei panni di persone così diverse da noi, comprenderne i pensieri e le esperienze e così spesso rinunciamo all’incontro con l’altro e alziamo barriere per difenderci. Le comunità locali, a volte – osserva – hanno paura che i nuovi arrivati disturbino l’ordine costituito, ‘rubino’ qualcosa di quanto si è faticosamente costruito”. Ma “anche i nuovi arrivati hanno delle paure: temono il confronto, il giudizio, la discriminazione, il fallimento. Queste paure – afferma il Papa – sono legittime, fondate su dubbi pienamente comprensibili da un punto di vista umano: avere dubbi e timori non è un peccato, il peccato è lasciare che queste paure determinino le nostre risposte, condizionino le nostre scelte, compromettano il rispetto e la generosità, alimentino l’odio e il rifiuto. Il peccato è rinunciare all’incontro con l’altro, con il diverso, con il prossimo”.