Il Papa si scusa: su Barros e le vittime di pedofilia ho usato parole sbagliate

Papa Francesco è rientrato a Roma, di ritorno dal suo viaggio in Cile e Perù. L’aereo è atterrato allo scalo romano di Ciampino attorno alle 14.15 proveniente da Lima. Successivamente il Pontefice, come ormai da tradizione, si è recato nella basilica romana di Santa Maria Maggiore, “per ringraziare la Salus Populi Romani”.

Ma durante il viaggio di ritorno, a bordo dell’aereo papale, Bergoglio ha affermato di essere dispiaciuto per avere arrecato dolore alle vittime dei preti pedofili, per averli feriti con una frase infelice che ha fatto il giro del mondo (mi devono portare delle prove altrimenti sono calunnie). E chiede scusa a tutti, chiarendo ciò che aveva intenzione di dire.

“La parola ‘prova’ è quella che mi ha tradito. Ho fatto confusione: non volevo parlare di ‘prove’, quanto di ‘evidenze’. C’è molta gente abusata che non può avere prove, non le ha. Magari le ha, ma sente vergogna e soffre in silenzio”. Così papa Francesco è tornato sul caso di Juan Barros, vescovo di Osorno (Cile) allievo dell’abusatore seriale Fernando Karadima. Barros, spiega ancora papa Francesco, ha presentato le dimissioni due volte e “per due volte le ho respinte”. Racconta, ancora, che in cinque anni di pontificato ha ricevuto venticinque richieste di grazia da parte di preti pedofili, “ma non ne ho firmata nessuna”. “Benedetto XVI – continua – non tollerava queste cose e io ho imparato da lui a non tollerarle. Proseguo la sua linea della tolleranza zero”.

Le parole di Francesco ai giornalisti cileni su Barros (“devono portare prove altrimenti sono calunnie”) avevano  suscitato la dura presa di posizione di Sean Patrick O’Malley, scelto da Francesco per guidare la Pontificia Commissione per la tutela dei minori. In una nota pubblicata sul sito dell’arcidiocesi di Boston, dove nel 2002 scoppiò l’enorme scandalo degli abusi sessuali sui minori, O’Malley aveva spiegato che le frasi di Francesco “trasmettono il messaggio che se non puoi provare le tue affermazioni, allora non sarai creduto e che suonano come un abbandono di coloro che hanno subito violazioni riprovevoli della loro dignità umana”. Ad alimentare lo sconcerto è stata anche la presenza di Barros a tutte le messe celebrate dal Papa in Cile.