Il papà di Niccolò Ciatti: com’è che i ceceni assassini non stanno in galera?

“Tra un po’ dovremo andare in Spagna, perché le indagini sono state prolungate di ulteriori dodici mesi. Dal 20 di marzo ci saranno ulteriori testimonianze: chiaramente saranno vagliate anche quelle che abbiamo trovato noi e siamo più che convinti che tutti” i tre ceceni indagati dalle autorità spagnole per l’aggressione di Niccolò “dovrebbero essere in carcere, assieme all’altro, perché hanno partecipato attivamente a questo massacro”. Lo ha detto Luigi Ciatti, il padre di Niccolò, il giovane fiorentino picchiato a morte fuori da una discoteca di Lloret de Mar, in Spagna, nello scorso agosto, parlando con i giornalisti a margine dello scoprimento, a Firenze, di una targa per ricordare suo figlio. I tre giovani sono indagati nella vicenda costata la vita al ventiduenne di Scandicci, ma solo uno, ritenuto l’autore del colpo fatale, è in carcere. “Non è giusto -ha proseguito Luigi Ciatti- permettere che queste persone possano aggirarsi intorno a noi, libere; hanno sbagliato e devono pagare. Noi non cerchiamo vendetta, assolutamente. Vogliamo una giustizia che funzioni e che faccia capire che chi sbaglia paga. Avere giustizia è il minimo che possiamo fare per Niccolò. Aspetteremo, ma ci arriveremo”.  Rispondendo poi a chi gli ha chiesto se abbia sentito la vicinanza delle istituzioni, il padre di Niccolò ha risposto di sì e ha aggiunto: “Sono riuscito a parlare con tutti: sia le autorità locali, il sindaco di Scandicci e quello di Firenze, sia vari ministri, come Orlando, ed anche la vicepresidente del Senato Di Giorgi e Maurizio Gasparri. Quello che è accaduto riguarda l”Italia, perché è capitato al mio Niccolò, ma potrebbe capitare a qualunque altro cittadino italiano all’estero. Il sostegno io l’ho avuto: mi auguro che questo serva affinché si riesca ad avere un processo nei tempi più brevi e rapidi possibili”. “Oggi stesso manderò una lettera al ministro della Giustizia, Andrea Orlando, e al ministro degli Esteri, Angelino Alfano, perchè i responsabili” della morte di Niccolò Ciatti, il ventiduenne di Scandicci (Firenze) picchiato a morte da tre giovani ceceni lo scorso 11 agosto a Lloret de Mar, in Catalogna, fuori da una discoteca, “siano assicurati alla giustizia”. Lo ha detto il sindaco di Firenze, Dario Nardella, alla cerimonia di scoprimento di una targa per ricordare il ragazzo ucciso, proprio di fronte al banco del Mercato Centrale dove lavorava. Alla cerimonia, oltre al sindaco di Firenze, ai familiari del giovane e alla fidanzata Ilaria, anche Giancarlo Antognoni, club manager della Fiorentina, la squadra del cuore di Niccolò. “Siamo tutti vicini ai suoi familiari – ha detto Antognoni – la loro battaglia è giusta. Non si può rovinare una famiglia per colpa dei delinquenti che ci sono in giro”.