Il M5S fa il dispetto a Renzi: candida un suo “fedelissimo” a Firenze

Volano stracci tra Pd e M5S. L’ultimo dispetto dei grillini al Nazareno porta il nome di Nicola Cecchi, fiorentino e renziano doc, candidato nel collegio di Firenze nella lista di Grillo: sarà insomma un ex fedelisssino, oggi arruolato nell’esercito pentastellato, a sfidare Renzi in casa (nel collegio uninominale del Senato). Uno schiaffone che fa infuriare il segretario dem. «Sono a corto di candidati per cui pescano tra gli ex renziani», commenta spiazzato Renzi. La ferita brucia visto Cecchi, da sempre iscritto al Pd, ha votato per Matteo fino all’ultimo congresso. «Mi spiace per gli elettori grillini che magari ci restano male – dice Renzi – a noi non crea nessun imbarazzo: Cecchi, come altri ex Pd, sembra uno di quei giocatori che non ce l’hanno fatta in prima squadra e vanno a farsi le gambe altrove».

A Firenze un renziano doc nel M5S

Molto diversa la motivazione dell’interessato che spara ad alzo zero contro il suo ex partito. «Sono stato iscritto al Pd e dopo aver visto ciò che è diventato con Matteo Renzi ne sono uscito deluso e amareggiato, come molti altri iscritti ed elettori di centrosinistra. Se conosci il Pd di Renzi, l’unica cosa che puoi fare è evitarlo, chiuderti la porta alle spalle e andare via», scrive Cecchi in un post infuocato su facebook. Tessera del Pd in tasca, avvocato fiorentino, vicepresidente dell’assemblea dei Toscani nel Mondo, era stato in prima fila per il sì al referendum costituzionale. Anche quella scelta viene rinnegata “senza imbarazzo”. «Col senno di poi, dopo la delusione per il premier che dice di dimettersi in caso di sconfitta e poi non lo fa, non rifarei quella scelta». L’anti-Renzi scelto da Luigi Di Maio è figlio di un esponente noto della Dc fiorentina, Felice Cecchi, anche lui iscritto al Pd e delegato in assemblea cittadina fino alla scomparsa, a maggio dello scorso anno. Ultima nota di colore: Nicola Cecchi nel recente passato non si era risparmiato nella crociata dem contro i Cinquestelle accusandoli di essere un movimento fuorilegge.

Di Maio: chi si pente non è appestato

Luigi Di Maio rivendica il colpaccio. «Per me non è appestato chi ha votato e conosciuto altre forze politiche. Se li conosci, poi li eviti. Abbiamo messo insieme le migliori risorse del Paese – dice soddisfatto il leader Cinquestelle – ieri è stata presentata una super squadra, abbiamo messo insieme tanta competenza eppure si parla solo del passo indietro di Veri». Il riferimento è all’ammiraglio Rinaldo Veri, eletto consigliere comunale a Ortona in una lista civica guidata dal Pd, candidato per i cinquestelle nel collegio Roma 10 (Gianicolense), che si è ritirato dalla corsa.