Il Libano è di nuovo pronto a esplodere: giochi di potere in vista delle elezioni

Esplode la tensione a Beirut. Un centinaio di sostenitori del presidente del Parlamento, l’inamovile sciita Nabih Berri, hanno bloccato una delle principali strade della capitale libanese in segno di protesta contro il ministro degli Esteri, Gebran Bassil. Lo riferisce il sito del quotidiano libanese The Daily Star. Secondo il portale Naharnet, sostenitori del movimento Amal, il partito di Berri, hanno dato alle fiamme copertoni bloccando diverse strade della città. Le tensioni sono alle stelle tra la Libera corrente patriottica, del capo di Stato Michel Aoun e del genero Bassil, e il movimento Amal. Come ha ricostruito il portale del giornale L’Orient Le Jour, secondo diverse fonti, Berri avrebbe chiesto agli sciiti di Abidjan di boicottare l’imminente conferenza della diaspora libanese in Africa voluta dal capo della diplomazia e prevista per l’inizio di febbraio. Domenica era emerso un video in cui Bassil accuserebbe Berri di essere un “baltaji”, una parola che in dialetto egiziano viene usata per indicare chi calpestando la legge colpisce un avversario politico. L’Orient Le Jour riferisce di proteste a sostegno di Berri anche davanti all’ambasciata libanese ad Abidjan. A poco sembrano essere serviti gli appelli alla calma. A maggio sono previste in Libano le elezioni legislative, le prime dal 2009. Il ministro e il capo del Parlamento sono ai ferri corti anche per il rifiuto di Berri di convalidare la proposta di Bassil di riaprire le procedure di iscrizione degli elettori libanesi residenti all’estero e tra Aoun e Berri le ultime tensioni derivano pure da un contestato decreto per la promozione di ufficiali delle Forze Armate. Ieri il premier Saad Hariri era stato ricevuto da Aoun e aveva sottolineato come il Libano “non abbia bisogno di escalation” di tensioni. Hariri, ammettendo che “ci sono alcuni problemi”, aveva detto di sperare “in un rapido miglioramento della situazione”.