Il commovente omaggio (in poesia) di Vittorio Sgarbi al papà morto

“Non andartene docile in quella buona notte”. Ha scelto i versi di un grande poeta gallese, Dylan Thomas, per ricordare il papaà morto due giorni fa, Giuseppe Sgarbi, finito a 97 anni. Vittorio Sgarbi era andato a trovarlo proprio il giorno prima che morisse, in ospedale, per poi partire alla volta di Moscam dove è stato raggiunto dalla notizia. Oggi, su Facebook, Vittorio Sgarbi ha scritto i versi di una poesia di Thomas, poeta, scrittore e drammaturgo gallese, autore di poesie, saggi, epistole, sceneggiature, racconti autobiografici e un dramma teatrale dal titolo Sotto il bosco di latte”, per omaggiare papà Giuseppe: 

“Non andartene docile in quella buona notte, i vecchi dovrebbero bruciare e delirare quando cade il giorno; infuria, infuria, contro il morire della luce. Benché i saggi sappiano che la tenebra è inevitabile, visto che dalle loro azioni non scaturì alcun fulmine, non se ne vanno docili in quella buona notte, gli onesti, con l’ultima onda, gridando quanto fulgide le loro deboli gesta danzerebbero in una verde baia, s’infuriano, s’infuriano contro il morire della luce.
Gli impulsivi che il sole presero al volo e cantarono, imparando troppo tardi d’averne afflitto il percorso, non se ne vanno docili in quella buona notte.
Gli austeri, in punto di morte, accorgendosi con vista cieca che gli occhi spenti potevano gioire e brillare come meteore, s’infuriano, s’infuriano contro il morire della luce. E tu, padre mio, là sulla triste altura, ti prego, condannami o benedicimi, ora, con le tue lacrime furiose. Non andartene docile in quella buona notte.
Infuriati, infuriati contro il morire della luce”