I maestri senza laurea rischiano il posto. E il ministro non ha neanche la Maturità…

venerdì 5 gennaio 20:02 - DI Redazione

Maestri e professori si asterranno dal lavoro l’8 gennaio per protestare contro la sentenza del Consiglio di Stato che ha dichiarato che il diploma magistrale non è un titolo abilitante. Sono circa 50 mila i maestri della materna e della primaria che sono nelle graduatorie ad esaurimento – 5.300 hanno anche ottenuto il ruolo con riserva in attesa della sentenza definitiva in questi ultimi anni – e che ora rischiano addirittura la cancellazione. Mercoledì 4 gennaio una delegazione verrà ricevuta al Miur per cercare di trovare una via d’uscita in tempi non troppo lunghi, ma sembra che lo sciopero sia inevitabile.

Fin qui la cronaca. Però in questa vicenda, al di là della giusta difesa degli insegnanti del proprio posto di lavoro, c’è qualcosa di surreale. Gli insegnanti della primaria con il solo diploma di maestri rischiano il posto (si richiede loro la  laurea) , mentre il ministro dell’Istruzione non ha neanche la Maturità…

Commenti

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  • brandani43@gmail.com 7 gennaio 2018

    La nomina della Fedeli quale ministro dell’istruzione è stata una delle peggiori gaffes del duo Renzi/Gentiloni

  • silvano.bussi@libero.it 7 gennaio 2018

    Basta fomentare risentimento con la scusa di dare notizie! La legge non prevede nessun titolo di studio per fare il ministro. E l’attuale ministro non c’entra niente. Il problema dei maestri diplomati nasce dalla legge del 2001 che ha stabilito il requisito della laurea per insegnare alle elementari e dal fatto che, ciò non ostante, si è continuato ad assumere maestri senza laurea, purché diplomati entro il 2001/2002. Maestri laureati hanno fatto ricorso contro queste assunzioni ed il Consiglio di Stato ora ha dato loro ragione, scaricando ovviamente sul governo la missione impossibile di far lavorare che ha i requisiti di legge ed anche chi non li ha, ma senza violare la legge e magari rispettando i limiti di bilancio. Pensate che un ministro di Fratelli d’Italia o dei 5 stelle ci riuscirebbe?

  • cvetnich.vieri@libero.it 7 gennaio 2018

    Pulcinella docet. Bello che i principi valgano solo per i sudditi… troppo migliore.

  • cardi.f@web.de 7 gennaio 2018

    Embè, siamo in Italia, o no? Qui vige la legge del menga: chi lo piglia in… E poi siamo o non siamo il paese del marchese del Grillo: io so’ io e voi nun siete un c**+o? Ecco, allora io sono la dottorA h.b. (honoris bufalae) Fedeli e voi siete solo diplomati, magari con anni d’esperienza scolastica da supplente o precario, ma nun contate ‘n c**zo! Prendete le tessere del piddì e della cigielle, che contano più della laurea!

  • benpiero@alice.it 7 gennaio 2018

    Si pretende una laurea, che però non si può avere perché le università non bastano e si applica ancora il numero chiuso. Non è per caso che si vogliono favorire le università private? Perché non si parla chiaro?

  • 6 gennaio 2018

    La solita vergognosa prassi dei Komunisti loro sono i veri avversari di chi lavora seriamente tutti i giorni