Guerra per le liste nel Pd. 170 parlamentari uscenti esclusi. Orlando pronto allo strappo

L’area di Andrea Orlando è pronta allo strappo in vista della Direzione Pd sulle liste elettorali. La tensione è altissima e lo dimostra il continuo slittamento della riunione, prima rinviata alle 20 e poi alle 22,30. Saltata anche la presentazione a Bolzano della candidatura di Maria Elena Boschi. Il clima è talmente surriscaldato che il Nazareno smentisce anche l’incontro tra Renzi e Orlando che era dato per certo dalle agenzie.

“Renzi ci ha provocato”, fanno sapere dall’area del ministro della Giustizia. Il segretario avrebbe offerto a Orlando 21 posti: “Ma i nomi li scelgo io”, sarebbe stato il senso del discorso di Renzi. Fuori, quindi, l’ex ministro Cesare Damiano, il coordinatore Dem Andrea Martella, il capo dei Retedem Sergio Lo Giudice, il leader dei Socialdem Marco Di Lello: in pratica tutti i colonnelli orlandiani. Finanche il giovane portavoce di Orlando, Marco Sarracino, sarebbe tra gli esclusi.

Ma anche sui renziani calerà di certo la scure, come dimostra il caso Goram Gutgeld, il padre degli 80 euro e consigliere economico di palazzo Chigi che non sarà ricandidato. Al Nazareno bisogna fare i conti con la realtà: lo schema su cui li lavora è quello di circa 200 parlamentari eletti nella prossima legislatura a fronte degli oltre 370 attuali. Un taglio notevole, cui va aggiunto anche il problema dello spazio da trovare ai nomi della società civile che saranno il lista, i posti da riservare agli alleati, i big (da Fassino ai ministri Martina e Delrio) da portare in Parlamento. “Un sacrificio sarà chiesto a tutti”, spiegano dal Nazareno.