Giachetti come la Boschi: collegio blindato (a sua insaputa…) e ironie sul web

Niente, Renzi non ha voluto sentire ragioni, lo voleva a tutti i costi in Parlamento ed ecco perché lo ha piazzato in un collegio blindato (che però lui frequenta, ogni tanto ci va, eh…), in Toscana (ma dai, è vicinissimo al centro di Roma…) facendolo dispiacere, perché lui, Roberto Giachetti, voleva battersi nella sua Capitale, anche a costo di perdere, dopo aver perso da candidato a sindaco. Peccato che quel collegio perdente, a Roma, tanto agognato da Bobo, sia finito ai Radicali e che lui sia stato costretto, a sua insaputa, a ingoiare quel boccone amaro, l’elezione facile facile in Toscana.

“Io nel proporzionale? No, sento dentro di me che quella casella (il paracadute) mi sta troppo stretta. Non corrisponde alla mia storia, alla mia cultura, al mio sentire. Il Partito Democratico sta vivendo un momento difficile, e nella nostra difficoltà si riflettono tutti i pericoli per il nostro Paese. E allora no. Quel paracadute sarebbe per me un vestito sgualcito e stretto, un trapianto di pelle, un cibo avariato. Non lo voglio…”, aveva scritto due giorni fa.

E non lo ha avuto, quel paracadute. Ne ha avuto un altro, invece del proporzionale e al posto del collegio “contendibile” (per non dire perdente), il 10 di Roma, nell’uninominale. Un posto al sole della Toscana, Sesto Fiorentino, ma lui è dispiaciuto, lo scrive anche sulla sua bacheca: “Ieri ho scritto chiaramente che rinunciavo alla candidatura sicura nel plurinominale per combattere esclusivamente nel collegio uninominale di Roma 10 dove vivo da sempre. Un collegio difficile, ma che avrei fatto di tutto per portare a casa… Ho appreso solo nella tarda mattinata di ieri che quel collegio, che nei giorni scorsi sulla stampa era indicato come il collegio destinato a me, era stato inserito nell’accordo con i radicali.  In ragione di questo, per tutto il giorno, insistentemente, mi è stato chiesto di rivedere la mia scelta di rinunciare al paracadute plurinominale. Ho trascorso tutta la giornata – ed anche parte della notte – a spiegare che non volevo stare nel plurinominale e che chiedevo di trovare una soluzione diversa per i radicali con Magi, ma mi è stato detto che saltando quel collegio sarebbe saltato l’accordo. Ho provato a spiegare che si tratta di un collegio difficile, forse contendibile e che io avevo voglia di provarci. Ho sentito nel pomeriggio di ieri Renzi, al quale ho ribadito la mia posizione ed al quale ho chiaramente detto: decidi tu, l’unica cosa certa è che io il plurinominale non lo voglio…”.

Alla fine è stato piazzato in Toscana, come la Boschi a Bolzano. Ma almeno lei non aveva annunciato nessun “beau geste”. Sarà per questo che sul web e perfino sulla pagina dei suoi fans, in tanti ironizzano su quel salto della quaglia anzi del collegio?