Germania, oggi l’Spd decide: “sì”, “no”, ecco tutti gli scenari possibili

Quattro mesi dopo le elezioni tedesche di settembre, il partito socialdemocratico ha convocato un congresso straordinario oggi a Bonn per decidere se formare un nuovo governo con i conservatori del partito Cdu-Csu della cancelliera Angela Merkel. Ecco i possibili scenari sulle conseguenze del voto dei 600 delegati dell’Spd. Se vince il “sì” la Cdu-Csu e l’Spd inizieranno a breve colloqui formali, sulla base dell’intesa raggiunta durante i colloqui preliminari. I vertici dei partiti si metteranno d’accordo lunedì sui dettagli organizzativi, in modo da far partire il negoziato nei giorni successivi. La cancelliera spera che si arrivi ad un accordo entro metà febbraio. L’accordo dovrà poi essere approvato dai 4440mila iscritti all’Spd, in un processo che durerà circa tre settimane. In caso di risultato positivo, il parlamento tedesco potrà eleggere nuovamente la Merkel alla guida di una grande coalizione durante le due settimane di seduta plenaria successive al 12 marzo. Il governo potrebbe costituirsi giusto prima di Pasqua, entro la fine di marzo. Se vince il “no”, diverse possibilità si aprono in caso di voto contrario dei delegati dell’Spd. Si tratterebbe del secondo fallimento del tentativo di formare una coalizione sulla base dei risultati delle elezioni del 24 settembre, dopo il naufragio dei colloqui fra Cdu-Csu, Verdi e Liberali. 1) Governo di minoranza: leader del partito di maggioranza relativa al Bundestag, la Merkel potrebbe guidare un governo di minoranza, anche se in passato ha detto di escludere questa ipotesi. Ciò significa che il governo dovrebbe cercare il consenso in parlamento per ogni sua decisione. In questo caso potrebbe essere possibile un appoggio esterno dell’Spd, che rimarrebbe fuori dal governo assicurando tuttavia l’appoggio in parlamento per bilancio e politica estera. Si tratterebbe del primo governo di minoranza della storia tedesca. 2) Giamaica 2: Il presidente tedesco Frank Walter Steinmeier potrebbe convincere Cdu-Csu, Verdi e Liberali a riprendere i negoziati già falliti. Il progetto era stato battezzato Giamaica perchè i colori della bandiera di questo paese sono quelli dei partiti coinvolti. I Verdi hanno ribadito di essere pronti a sedersi nuovamente al tavolo. Il presidente dei liberali, Christian Lindner, ha però detto che non intende riprendere il negoziato a meno “che non cambino le condizioni politiche e delle persone”. La frase è stata letta come una allusione a una Cdu senza la Merkel. 3) Nuove elezioni: di fronte all’impossibilità di formare un nuovo governo dopo le elezioni del 24 settembre, il presidente Steinmeier potrebbe convocare nuove elezioni. Secondo la costituzione tedesca, è il presidente federale che propone il candidato cancelliere, il quale deve poi essere eletto dalla maggioranza dei deputati del Bundestag. Finora tutti i cancellieri sono stati eletti alla prima votazione. Se ciò non avviene, il voto si ripete dopo due settimane. In caso di nuova fumata nera, al terzo voto basterà la maggioranza relativa. In questo caso sarà però il presidente federale a decidere se confermare un cancelliere alla testa di un governo di minoranza o sciogliere il Bundestag e convocare nuove elezioni entro 60 giorni. Questo scenario non si è finora mai verificato. Steinmeier ha detto più volte di non essere favorevole a ripetere le elezioni, ritenendo che il risultato potrebbe essere simile a quello del voto del settembre 2017.