Gaffe della Boldrini: attacca Fontana e lo spedisce in Alabama. Ma sbaglia secolo…

E ti pareva che Laura Boldrini si lasciava sfuggire l’occasione di intervenire nella polemica sulla “razza bianca” seguita alla dichiarazione del candidato di centrodestra in Lombardia, Attilio Fontana. «Attilio Fontana punta a guidare la Lombardia del 2018, ma si esprime come se fosse nell’Alabama di metà Ottocento. Parlare oggi di una “razza bianca”che rischia di essere cancellata è una becera considerazione che nessun obiettivo elettorale può giustificare. Né può essere derubricata a semplice lapsus: purtroppo rivela una mentalità retrograda e intollerante». Tanta è la foga che ispira la presidente della Camera da indurla  a sbagliare secolo. L’Alabama divenne noto come stato razzista solo negli anni Sessanta del Novecento, quando il governatore Wallace si oppose brutalmente alla politica di integrazione razziale. Alla metà dell’Ottocento, lo Stato del Sud evocato dalla Boldrini era uno dei vari Stati degli Usa in cui gli schiavi di colore lavoravano  nelle piantagioni di cotone. La Confederazione sarebbe nata solo nel 1861 e le dottrine razziste non erano ancora state elaborate. Il Ku Klux Klan non nacque neanche in Alabama, ma nel Tennesse, nel 1865. Solo dagli anni Venti del Novecento in poi il Kkk assunse la fisionomia “ideologica”che lo rese tristemente famoso. La Boldrini vuole fare citazioni  storiche nella polemica politica? Lo faccia pure, ma abbia almeno cura di controllare bene epoche e luoghi dei suoi riferimenti. È il minimo che si può pretendere dalla terza carica dello Stato, nonché aspirante leader della (sempre più disastrata) sinistra italiana.