Furto in casa di Vittorio Sgarbi, nel mirino degli inquirenti l’ex custode

Un bottino particolare – quotato almeno mezzo milione di euro – e di rilevante valore artistico oltre che economico; un derubato speciale, e il goffo, quanto ingenuo tentativo dell’autore del saccheggio di rivendere e ricettare online i proventi del crimine: tutto questo ha portato gli inquirenti sulle tracce del presunto responsabile, individuato come autore del “colpo” e denunciato per il furto in casa di Vittorio Sgarbi.

Furto in casa di Vittorio Sgarbi: denunciato il custode

Era, ovviamente, il primo sospettato e i carabinieri non hanno perciò impiegato troppo tempo a individuare nell’ex custode della magione ferrarese del critico d’arte il presunto responsabile dei furti dalla casa della famiglia di Vittorio Sgarbi, a Ro, in provincia di Ferrara: si tratta, come riportano in queste ore la stampa locale e diversi siti web, dell’ex custode notturno della dimora-museo. Saccheggiata e ferita al cuore, depredata – come riporta tra gli altri in queste ore il sito dell’Ansa – di un bottino costituito da «un’opera di Piazzetta, libri antichi e alcune medaglie, di importante valore artistico e economico». O meglio, come precisa il sito web Estense.com, della refurtiva facevano parte: «Un prezioso disegno a carboncino e gessetto di Giovan Battista Piazzetta, raffigurante un San Giuseppe con Gesù Bambino, un manoscritto e un taccuino di Felice Giani con oltre 140 disegni, e due libri antichi di Paolo Mino e Benvenuto Cellini».

Il bottino che il ladro voleva rivendere online

Come anticipato non è stato particolarmente arduo per gli inquirenti risalire al presunto colpevole dal momento che, da subito, gli investigatori del nucleo operativo e radiomobile di Copparo sono finiti sulle tracce dell’ex custode che, incautamente, avrebbe tentato di piazzare tramite la rete alcune delle opere rubate. Una figura in realtà, come riporta il sito Estense.com,  «probabilmente insospettabile, che i carabinieri hanno denunciato per i furti di opere d’arte lamentati dallo stesso critico ferrarese alla fine del gennaio 2016. L’uomo, di nazionalità italiana, è stato denunciato in stato di libertà lo scorso 12 luglio dal Norm di Copparo e dalla Stazione di Ro, dopo il suo tentativo di vendere su internet alcune delle opere».