Forza Italia: sulla governance della Ue Francia e Germania escludono l’Italia

A Bruxelles si gettano le basi per una nuova governance dell’Europa, ma l’Italia è assente e lascia decidere Francia e Germania. Lo affermano in una dichiarazione congiunta, i capigruppo di Fi al Senato e alla Camera, Paolo Romani e Renato Brunetta. “Nel totale silenzio dei media in questi giorni a Bruxelles alcuni alti funzionari europei, senza alcun rappresentante italiano, stanno dibattendo sulla nuova governance europea, alla ricerca di una soluzione che possa essere introdotta nel quadro normativo Ue entro poco tempo”. “Gentiloni – aggiungono i due esponenti di Fi – silente, Padoan che gioca a fare il candidato, mentre altri Paesi decidono del futuro dell’Europa, Italia compresa. Forza Italia ribadisce la sua contrarietà alla creazione di un Fondo Monetario Europeo che avrebbe il compito di sostituire la Commissione europea nel controllo delle finanze pubbliche degli Stati membri”. “Pericolosa – proseguono – é la proposta integrata dal progetto di quello che potrebbe diventare un accordo intergovernativo con il quale gli Stati membri della zona euro convengono sul trasferimento di fondi dal Meccanismo Europeo di Stabilità al Fondo Monetario Europeo e la previsione che quest’ultimo subentri al primo anche nello status giuridico, con tutti i relativi diritti e obblighi”. “A quanto si apprende la maggioranza che governerà il Fondo Monetario Europeo, vale a dire Francia e Germania, avrebbe un potere enorme – sottolineano Brunetta e Romani – nel decidere anche sul sostegno al sistema bancario, dettandone le regole e, in seconda battuta, controllando i risparmi dei Paesi membri”. “Tutto questo, come detto, con l’Italia assente, un’Italia debolissima a livello internazionale, non rappresentata nelle sedi decisionali che contano, succube di un timore reverenziale nei confronti di Francia e Germania”. “Renzi ha iniziato l’opera che Gentiloni e Padoan stanno tristemente portando a termine. Toccherà al prossimo governo di centrodestra, tra pochi mesi, riabilitare la nostra immagine e far sentire la nostra voce in Europa”, concludono Brunetta e Romani.