Fontana: «La bravura di Maroni non si discute, la sua storia parla chiaro»

Una ricucitura immediata. Perché, per Attilio Fontana, il braccio di ferro tra Maroni e Salvini non deve andare avanti. Il candidato del centrodestra alla presidenza della Regione Lombardia mette in chiaro un concetto: «Qualunque attività dovesse svolgere in politica Maroni credo che la svolgerebbe bene, la sua storia è lì a dimostrarlo». Fontana è intervenuto a Mattino 5, rispondendo alla domanda su un eventuale futuro politico del presidente uscente. Che Maroni possa diventare premier, «non lo deve chiedere a me, non ne ho la più pallida idea», ha risposto. E se «come calciatore non era molto bravo», ha poi scherzato Fontana, sicuramente «in politica lo è». Poi un passaggio sulla prossima legislatura: «Nell’ambito delle scelte che il nuovo governo dovrà fare si devono privilegiare le spese che vanno a favore di anziani e pensioni. Questa è la priorità».

Attilio Fontana, un politico “conciliante”

Le parole di Attilio Fontana non sorprendono. È infatti considerato una delle figure più moderate e concilianti fra i dirigenti della Lega. Si è avvicinato al partito più di trent’anni fa grazie a Umberto Bossi, ma la sua carriera politica è iniziata solamente nel 1995, quando si candidò a sindaco di Induno Olona, il paese vicino a Varese dove suo padre lavorava come medico condotto. Dal 2000 al 2005 è stato presidente del Consiglio regionale della Lombardia. Lasciò la carica per candidarsi a sindaco di Varese, la città natale di Roberto Maroni (di cui è molto amico). Vinse col 57,8 per cento dei voti, e nel 2011 venne riconfermato al ballottaggio.