Fontana al contrattacco: «È la Costituzione che parla di razze»

Attilio Fontana passa al contrattacco . Giudica, sì, «inopportune» le sue parole di ieri sulla «razza bianca a rischio» per l’invasione dei migranti. Poi però, ai microfoni di Tgcom24,  aggiunge qualcosa che manderà sicuramente su tutte le furie i suoi occhiuti censori: «Dovrebbe anche cambiare la Costituzione perché è la prima a dire che esistono le razze con riferimento a quell’articolo 3 che stabilisce la non discriminazione in base alla razza». Così infatti recita l’articolo citato: «Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono uguali davanti alla legge senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali». «Io -insiste il candidato di centrodestra in Lombardia – volevo semplicemente evidenziare come un discorso lasciato al caso rischi di essere devastante per il nostro Paese. Io da cittadino italiano mi vergogno di vedere immigrati che vivono in case abbandonate e sono preoccupato del fatto che rischino di entrare nella malavita organizzata per sopravvivere. Io ammetto di aver usato un’espressione inopportuna. Dovrebbero cambiare però la Costituzione, perché si parla di razze. Il problema va affrontato, perché la situazione rischia di esplodere e di creare problemi di carattere sociale». Fontana respinge in ogni caso le accuse di razzismo. «Un lapsus, un errore terminologico – spiega – Ma sia ben chiaro che il concetto espresso lo difendo e lo difenderò sempre. Invece di razza, dovevo dire popolo italiano o cultura nazionale che vanno difesi da un’invasione che rischia di distruggerci».