Flat tax, Padoan: «Misura da fatina blu». Poi ammette: non conosco la proposta

Ci mancava solo la magia in questa campagna elettorale già di suo infarcita di progetti fantasmagorici a base di abolizioni di leggi, di tasse universitarie e di canone Rai. Ma ha provveduto il ministro Pier Carlo Padoan a colmare la lacuna. Tutta colpa della flat tax, la tassa piatta sulla quale il centrodestra ha puntato tutte le sue fiche per la campagna elettorale. «Se posso fare una battuta – è stato il commento di Padoan al termine dell’Ecofin di Bruxelles -, l’introduzione della flat tax fa parte delle proposte che chiamo bacchette magiche o fatina blu, perché sono miracolose. E spesso sono divertenti da ascoltare».

Padoan ne ha parlato a margine dell’Ecofin

In realtà Padoan, ma non solo lui, della flat tax ha una gran paura. La riduzione della pressione fiscale è un tema di enorme impatto sull’elettorato e il fatto che il centrodestra lo stia sventolando in maniera non generica ma attraverso la precisa proposta della flat tax al 23 per cento turba, e non poco, gli esponenti del governo, soprattutto quando, come nel caso di Padoan, hanno smesso di fare i tecnici per procacciarsi un posto in Parlamento. Del resto, la “tassa piatta” non è un’invenzione di Berlusconi, ma una soluzione adottata da molti Paesi. L’ultima in ordine di tempo sono gli Stati Uniti d’America guidati da Donald Trump. E prima ancora era stata la Russia di Putin.

La flat tax adottata da Trump e Putin

Lo sa bene anche Padoan che però, chissà perché, ha focalizzato la propria attenzione su quest’ultima. «In Russia – ha detto – ha prodotto buoni risultati probabilmente perché è un’economia “totalmente o quasi” dipendente dall’andamento del prezzo del petrolio, una situazione imparagonabile a quella dell’Italia, che è un Paese povero di materie prime. Noi, invece – ha proseguito – produciamo un pochino di energia, ma non siamo un Paese produttore di petrolio, quindi lo vedrei difficile come campo di applicazione». Alla fine, è costretto ad ammettere di «non conoscere bene» la proposta di Berlusconi.