Figuraccia francese: il giornalista “eroe” della sinistra si scusa con Berlusconi

Fininvest in odore di mafia? Solo calunnie, le sentenze parlano chiaro e costringono il giornalista Daniel Psenny —  celebrato in Francia come un eroe per essere stato ferito durante l’attacco terroristico al teatro Bataclan— a rettificare le accuse contenute in due articoli dell’agosto 2015  e del luglio 2017 su Le Monde. Fininvest, oggi, ha preso atto della rettifica con cui il quotidiano parigino Le Monde, nell’edizione di oggi, 9 gennaio 2018, corregge quanto aveva scritto su Silvio Berlusconi  sulla Fininvest. La rettifica si riferisce a due articoli, del 4 agosto 2015 e del 10 luglio 2017, rispettivamente intitolati “Quando Berlusconi viene a patti con la Piovra” e “Quando Berlusconi trattava con Cosa nostra”. In una nota, Finivest fa notare che “nella precisazione, che oggi compare non soltanto sull’edizione cartacea del quotidiano ma anche sul sito www.lemonde.fr, si riconosce che in Italia ‘sono stati avviati diversi procedimenti penali per verificare se Berlusconi e il suo gruppo Fininvest avessero utilizzato capitali di provenienza mafiosa, ma dopo approfondite indagini, finalizzate soprattutto ad analizzare le dichiarazioni dei pentiti e i flussi finanziari di Fininvest, questi procedimenti hanno portato a provvedimenti di non luogo a procedere o di assoluzione'”. «In queste sentenze definitive», riconosce Le Monde nella rettifica, «non c’è ‘alcuna prova che Fininvest e Silvio Berlusconi abbiano potuto beneficiare di somme di origine mafiosa, o che si siano dedicati a riciclare tali somme», conclude la nota.

Psenny scriveva che “numerosi testimoni, magistrati, pentiti di mafia e collaboratori di Berlusconi raccontano come e perché l’ascesa dell’imprenditore non avrebbe potuto realizzarsi senza l’appoggio di Cosa nostra”; il giornalista aggiungeva che “i suoi legami con la mafia siciliana sono stati stabiliti con certezza dai numerosi giudici incaricati di indagare sui suoi affari”.  Nel secondo articolo, Le Monde confermava l’accusa.