Figc, niente presidente: arriva il commissario. La palla passa a Malagò

La Figc non è riuscita a eleggere il suo nuovo presidente. Inevitabile il commissariamento. Al termine della quarta votazione, l’ultima consentita, i due candidati arrivati al ballottaggio, Gravina e Sibilia , non hanno ottenuto la maggioranza assoluta dei voti validamente espressi: il presidente della Lega Pro è arrivato al 39,06 per cento, mentre il numero uno dei Dilettanti si è fermato all’1,85 per cento avendo chiesto ai suoi delegati di optare per la scheda bianca nella votazione finale «perché non ci sono le condizioni per procedere». E proprio le schede bianche, addirittura il 59,09 per cento, hanno fatto saltare l’elezione (si sono rifugiati in questa scelta anche i calciatori di Tommasi).

A questo punto tutto passa nelle mani di Giovanni Malagò, il presidente del Coni. Il consiglio straordinario del Comitato olimpico, convocato per mercoledì, dovrà designare il commissario: i nomi in ballo sono diversi, dall’accoppiata Fabbricini-Costacurta all’attuale direttore generale Uva; le prossime ore saranno decisive per determinare il nome di colui al quale verrà assegnato il ruolo di tentare la ricostruzione del calcio italiano. Una delle prime mosse del commissario sarà la scelta del commissario tecnico, in ballo ci sono nomi prestigiosi: Mancini, Ancelotti, Conte, Ranieri.

La svolta è arrivata quando Sibilia – proprio per evitare il ballottaggio – ha proposto a Gravina un accordo in base al quale quest’ultimo sarebbe stato presidente federale. L’offerta è stata rifiutata: tra i sostenitori di Gravina pochi volevano un’intesa con l’altra parte, soprattutto con alcuni elementi della fazione opposta.