FI e FdI accusano: “Pronto soccorso al collasso nel Lazio, è da Paese incivile”

”Quando si parla della sanità del Lazio, passa il tempo ma i problemi restano. Purtroppo. È il caso dei pronto soccorso di Roma e del Lazio, che faticano sempre più ad assicurare prestazioni e cura ai pazienti, costretti ad attendere molte ore prima di essere visitati”. Così, in una nota, il consigliere regionale di Fi, Adriano Palozzi. ”Dopo cinque anni di nulla istituzionale ed evanescenti tentativi amministrativi -prosegue- crediamo che il governatore Zingaretti abbia molte responsabilità su quanto sta accadendo e, più in generale, sullo stato di crisi della sanità regionale. In particolare i pronto soccorso al collasso, insieme alle case della salute, rappresentano uno dei fallimenti più grandi della legislatura del centrosinistra regionale”, conclude Palozzi. Gli fa eco Fratelli d’Italia: ”La situazione della sanità negli ospedali sta ormai degenerando. Non si era mai visto un cartello affisso in cui si avvisano i familiari dei pazienti che i medici non potranno effettuare colloqui a causa del sovraffollamento. Non osiamo immaginare cosa abbiano potuto pensare gli utenti del Policlinico Tor Vergata di fronte a una tale comunicazione. Ormai siamo al delirio, allo sfascio totale. Il presidente Zingaretti è il primo responsabile di questa deriva, incapace di intervenire in maniera efficace sulla sanità regionale”. E’ quanto dichiara Fabrizio Santori, consigliere regionale del Lazio di Fratelli d’Italia. ”Nei pronto soccorso ci sono pazienti in degenza perché non c’è posto nei reparti, non ci sono barelle a sufficienza e di conseguenza le ambulanze non possono prestare il loro prezioso servizio, degrado e aggressioni al personale sanitario sono all’ordine del giorno. Già nel 2015 avevamo presentato una denuncia per il sovraffollamento dei Pronto soccorso, ma a distanza di oltre due anni nulla è cambiato. Presenteremo ancora un’interrogazione al presidente Zingaretti perché pretendiamo risposte per tutti quei cittadini che loro malgrado hanno dovuto fare ricorso a cure mediche negli ospedali del Lazio, offesi come persone, pazienti e contribuenti da un servizio inammissibile in un Paese moderno”.