Euro: Francia e Germania stanno preparando una “sorpresina” all’Italia

Forse Gentiloni farebbe bene guardare a quello che stanno preparando Francia e Germania nei conciliaboli riservati di queste settimane per ridisegnare le regole di bilancio e del rapporto fra banche e debito pubblico dell’area euro. Macron e la Merkel hanno messo in campo una task force di 14 economisti per modificare l’architettura Ue secondo gli interessi dei loro, rispettivi Paesi. E lorsignori potrebbero presto riservare all’Italiaamare “sorpresine”.

Tanto per cominciare, gli “esperti” franco-germanici pensano di accrescere  i poteri di vigilanza e di intervento delle istcomunitarie sui singoli governi in materia finanziaria. E potrebbero anche risultare regole devastanti per un Paese cronicamente sul ciglio del burrone come l’Italia. “Il costo della violazione delle regole –scrive Federico Fubini sul Corriere della Sera – diventa immediato e automatico”. Sparirebbe, è vero, il tetto del 3% nel rapporto deficit Pil e verrebbe fissato un limite “su misura” per ogni Paese. Ma tale regola sembra fatta apposta per favorire Francia e Germania, perché è assai probabile che per l’Italia, col debito pubblico che si ritrova, non cambierebbe granché e c’è anche il rischio che il “tetto” su misura per noi possa alla fine risultare anche più opprimente di quello che è attualmente.

E non finisce qua perché, come scrive sempre Fubini, le “banche dovrebbero far uscire dai propri bilanci buona parte dei titoli sovrani del proprio Paese e dovrebbero svalutare a zero anche i crediti deteriorati esistenti, anche quello coperti da garanzie”. La conseguenza? “Per le banche italiane si aprirebbe un buco immediato di decine di miliardi di euro”. L’impatto, pesante, sulla tenuta del nostro sistema economico e finanziario è facilmente prevedibile.

La politica italiana è tutta concentrata, in queste settimane, nella contesa in vista delle elezioni del 4 marzo. Giusto, per carità. Ma forse è il caso che qualcuno cominci già da ora ad attivare un campanello d’allarme. Il padre di Alfano indagato per corruzione e abuso d’ufficio