Erdogan come i talebani: distrutto dai turchi in Siria antico tempio ittita

L’antico tempio ittita di Ain Dara è stato gravemente danneggiato dai raid aeri turchi sulla regione di Afrin, nella Siria nordoccidentale. Lo denuncia il governo di Damasco. Il tempio, dedicato alla dea Ishtar, era stato costruito intorno al 1300 avanti Cristo. Immagini circolate sui social media hanno mostrato quello che sembra essere un cratere al centro del sito di Ain Dara e delle macerie dove un tempo c’erano dei leoni di basalto. Il governo siriano ha quindi lanciato un appello alla comunità internazionale perché chieda alla Turchia di non colpire zone archeologiche e monumenti. Le Forze armate turche hanno lanciato l’offensiva Ramoscello d’ulivo lo scorso 20 gennaio nella regione di Afrin con l’obiettivo di “liberare” la zona dalla minaccia posta dal sedicente Stato Islamico (Isis) e dai militanti delle Unità di protezione del popolo curdo (Ypg), che per Ankara sono un’organizzazione terroristica al pari del Pkk. Venticinque persone, tutte di una stessa famiglia, sono state uccise in raid aerei turchi sulla regione dell’enclave curda di Afrin, nel nordovest della Siria. E’ l’agenzia di stampa Dpa a riportare la denuncia di un medico secondo cui i corpi delle 25 vittime – tra le quali ci sono anche bambini – sono stati trasportati nel più grande ospedale di Afrin. Altri 13 morti, compresi cinque bambini e tre donne, sarebbero poi morti nel raid turco che ha colpito il villaggio di Kabola, alla periferia sudorientale di Afrin. Cinque persone sono rimaste ferite nell’operazione. L’agenzia di stampa ufficiale turca Anadolu ha riferito di 40 “terroristi” uccisi nelle operazioni condotte la notte scorsa. Mustapha Bali, portavoce delle Forze democratiche della Siria (Fds, sostenute dagli Usa), ha confermato che aerei militari turchi continuano a sorvolare zone di Afrin abitate dai civili. “Continuano ad attaccare aree in periferia e a colpire e a uccidere i civili nei villaggi di Arab e Yaran – ha detto, citato dalla stessa Dpa – Bombardano in modo indiscriminato con l’artiglieria pesante”. Secondo le rivendicazioni della fonte, i combattenti curdi sono riusciti ad abbattere ieri un drone turco alla periferia di Afrin. E Ankara ribadisce: gli Stati Uniti hanno scelto il ”partner sbagliato” nella lotta al sedicente Stato islamico (Isis) in Siria. Lo ha scritto il ministro degli Esteri turco Mevlut Cavusoglu riferendosi alle Unità di protezione del popolo curdo (Ypg) in un editoriale pubblicato sul New York Times. “La dipendenza americana dalle Unità di protezione del popolo curdo (Ypg) è un errore commesso gli Stati Uniti quando hanno già un partner capace come la Turchia – ha scritto Cavusoglu – Non abbiamo dubbi, gli Stati Uniti vedranno il danno che questa politica sta infliggendo alla credibilità della Nato e si correggeranno, mettendo prima i suoi alleati e gli interessi a lungo termine”. Tuttavia, ha detto il ministro turco, Ankara non può aspettare “eventuali e inevitabili correzioni di rotta”. Definendo l’Isis come un “nemico comune”, Cavusoglu ha dichiarato che “la vittoria contro il gruppo non sarebbe stata possibile senza i contributi della Turchia”.