Emanuela Orlandi, mistero e dolore: la lettera della mamma nel giorno del 50° compleanno

«Figlia mia, oggi compi cinquant’anni. Dovrei immaginarti con i capelli striati di bianco e qualche ruga in viso, ma non ci riesco. Ti rivedo sempre ragazzina, che mi corri incontro per darmi un abbraccio e un bacio dicendomi “ti voglio bene». Straziante fin dall’incipit, la lettera che la mamma di Emanuela Orlandi, Maria Pezzano Orlandi, dedica alla figlia scomparsa  da quel maledetto 22 giugno 1983, quando l’allora ragazzina, appena 15enne, cittadina vaticana figlia di un commesso della Prefettura della casa pontificia, sparì in circostanze misteriose.

La lettera della mamma a Emanuela Orlandi

Un dolore mai sopito che riaffiora dalle colonne del Corriere della Sera che in queste ore, in occasione della ricorrenza di quello che oggi sarebbe stato il 50esimo compleanno di Emanuela, pubblica pensieri e parole che la madre della giovane sparita nel nulla e inghiottita dal mistero ormai da oltre tre decenni, dedica alla figlia che non ha più potuto riabbracciare da quel tragico e oscuro pomeriggio di 34 anni fa. Anni di choc, di dolore e di speranze. Di piste e depistaggi, di indagini ripartite sempre da zero e finite puntualmente in vicoli ciechi: ad oggi, tra supposizioni e ipotesi, testimonianze e denunce, silenzi e omertà stridenti, indagini, scoop editoriali e procesi televisivi, la storia della scomparsa di Emanuela Orlandi resta un agghiacciante, profondo mistero avvolto nel buio più imperscrutabile.

Anni di misteri, depistaggi, silenzi imperscrutabili

Ma la famiglia non ha perso comunque le speranze di ritrovare, un giorno, Emanuela: «Ti abbiamo cercato per tutti questi anni e continueremo a cercarti – prosegue infatti nella sua lettera Maria Pezzano Orlandi -; non smetteremo mai. Non ci arrenderemo mai. Finché avremo forza, finché avremo fiato, finché avremo vita, tu sarai sempre il nostro primo pensiero. La mia speranza, mai sopita, è che chi sa cosa ti ha portato via dalla tua casa possa avere un rigurgito di coscienza e indicarci come ritrovarti. Auguri Lellè, buon compleanno figlia mia». Un rigurgito di coscienza, scrive appunto la mamma: quello che è mancato e che continua a mancare a protagonisti occulti e sospettati illustri di questa drammatica vicenda, in tutti questi interminabili decenni senza Emanuela.