Elezioni, lo studio: «Astensione al 34%. Ma l’antidoto non è la società civile»

Non è la società civile, ma la politica il vero antidoto all’astensionismo. È quanto emerge da una ricerca sul “Popolo degli astenuti” condotta da Ipr Marketing per la Fondazione Magna Carta. «Sono 3-4 milioni gli elettori italiani ancora disponibili ad andare a votare. Sono quelli che decideranno le prossime elezioni, che non hanno divorziato dalla politica, ma vogliono una politica che sappia dare risposte, soprattutto in un momento cruciale come quello che stiamo vivendo oggi: l’uscita da una crisi economica durata nove anni e che ha creato una serie di ingiustizie», ha commentato il senatore Gaetano Quagliariello, presidente di Magna Carta.

L’astensione si combatte con la competenza politica

Dalla ricerca, «non orientata, ma scientifica», emerge che in Italia attualmente il «34% degli elettori è orientato al non voto». In quest’area, ha spiegato il direttore di Ipr Marketing, Antonio Noto, «esiste un 10% di persone che sono totalmente disinteressate alla politica, ma c’è un 20% che non si astiene sempre e questo indica che i potenziali astenuti sono persone che sono nel mercato elettorale, ma che non trovano risposta adeguata». «È un’astensione motivata in cerca però di collocazione», ha chiarito il sondaggista, rivelando un dato particolarmente interessante: «I potenziali astenuti sembrano dare maggior valore al politico di professione che all’esponente che si è fatto strada nella società con la propria attività professionale o imprenditoriale». In sintesi, cercano un leader che sia insieme «rassicurante, ma anche un lottatore». Lo studio, curato da Antonio Pilati e presentato insieme al direttore del Centro italiano studi elettorali Roberto D’Alimonte e allo storico Giovanni Orsina, sembra dunque smontare il mito della cosiddetta società civile, molto spesso indicata come soluzione alla disaffezione dei cittadini dalle urne.

Quagliariello: «Il centrodestra dia queste risposte»

La ricerca, come ha spiegato Noto, è stata condotta per due ore con psicologi e sociologi su otto focus group al Nord, al Centro e al Sud su elettori che si sono astenuti in passato e «non sanno se parteciperanno alle elezioni del 4 marzo». «L’astensione aumenta nei momenti di cambio di sistema e che il M5S non è un argine all’astensionismo, la sfiducia verso i partiti sta contaminando le istituzioni, anche se il dato varia a seconda della singola istituzione e la ricerca di leadership non è affatto venuta meno», ha quindi riassunto Quagliariello, augurandosi che «il centrodestra sia in grado di dare queste risposte, perché se ci riuscirà, sarà anche in grado di governare il Paese, sia con i numeri, sia con le sue proposte programmatiche».