Draghi: «L’economia europea va, ma non possiamo ancora cantare vittoria»

giovedì 25 gennaio 16:26 - di Redazione

L’economia nell’eurozona va, ma «non possiamo cantare vittoria, non ancora». Il presidente della Bce Mario Draghi vede il bicchiere mezzo pieno ma non intravede ancora le condizioni per «uscire dalle misure straordinarie». «Non ci sono nuovi elementi – spiega – che giustifichino un cambio di rotta in tal senso». Del resto, sottolinea ancora Draghi, sul merito «non è ancora realmente iniziata una discussione».

Draghi: «Inflazione ancora troppo modesta»

Nella conferenza stampa di rito dopo la riunione del Consiglio direttivo della Bce, Draghi ha con chiarezza indicato nell’inflazione ancora troppo «modesta» il freno che impedisce di dare stabilità e durata alla ripresa economica in atto («ha accelerato più di quanto previsto nella seconda metà del 2017») e che gli ultimi dati economici e i risultati dei sondaggi indicano, ha rivelato Draghi, in «costante e forte impulso di crescita a fine anno». Un risultato che il presidente della Bce ascrive alla politica monetaria dell’Eurotower. A beneficiarne, soprattutto il consumo privato, ora sostenuto «dall’aumento dell’occupazione, che beneficia anche delle passate riforme del mercato del lavoro e della crescente ricchezza delle famiglie». Tuttavia, avverte, nessun cambio di rotta è auspicabile, neanche per quanto riguarda i controversi parametri macroeconomici della Ue sui bilanci degli Stati membri: «Una piena implementazione del patto di stabilità e crescita – ha spiegato il presidente della Bce – resta essenziale per accrescere la resilienza dell’area euro».

«La Bce non privilegia l’Italia»

Così come la capital key – la quota di acquisti riservata a ogni singolo paese in base al suo peso nella Bce che, assicura Draghi, «non ha toccato la “neutralità” degli interventi». Tradotto, significa che nessun trattamento di riguardo è stato usato verso l’Italia «a scapito di altri». Il problema da affrontare resta dunque l’inflazione troppo bassa dell’eurozona, che «deve ancora mostrare segni convincenti di una sostenuta tendenza al rialzo». A dicembre è calata addirittura di un decimale rispetto al mese precedente passando all’1,4 per cento.

 

 

Commenti

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  • NOEURO 26 gennaio 2018

    Ci vorrebbe un contraddittorio vero in questi casi e, le patetiche supercazzole di questo falsario al soldo di potentati finanziari e bancari, finirebbero nel cassonetto delle imposizioni dittatoriali di Maastricht & c.
    Dalle vetrate della suite-office nella Euro-tower da 1,5 mld, questo “pinocchietto” dal ghigno facile, tra acquisti massicci di Bonds e anche di abs (asset backed security) tossici, di cui la BCE è già inzuppata, questo nazistello della politica monetaria al metadone (QE), si permette da ormai 6/7 anni di influenzare politica e “mercati”, con piccole formule verbali. QUESTA È DITTATURA ECONOMICA che andrebbe immediatamente fermata, e processati e CONDANNATI gli adepti di questa (vera) SETTA criminale nata da assurde regole di economia. Il prossimo, alla guida della BCE, sarà il krukko weidmann che proseguirà il IV REICH…….. Berlusca cambia idea ti prego !!!
    SALVINI e C. SALVATECI !!!