Draghi: «L’economia europea va, ma non possiamo ancora cantare vittoria»

L’economia nell’eurozona va, ma «non possiamo cantare vittoria, non ancora». Il presidente della Bce Mario Draghi vede il bicchiere mezzo pieno ma non intravede ancora le condizioni per «uscire dalle misure straordinarie». «Non ci sono nuovi elementi – spiega – che giustifichino un cambio di rotta in tal senso». Del resto, sottolinea ancora Draghi, sul merito «non è ancora realmente iniziata una discussione».

Draghi: «Inflazione ancora troppo modesta»

Nella conferenza stampa di rito dopo la riunione del Consiglio direttivo della Bce, Draghi ha con chiarezza indicato nell’inflazione ancora troppo «modesta» il freno che impedisce di dare stabilità e durata alla ripresa economica in atto («ha accelerato più di quanto previsto nella seconda metà del 2017») e che gli ultimi dati economici e i risultati dei sondaggi indicano, ha rivelato Draghi, in «costante e forte impulso di crescita a fine anno». Un risultato che il presidente della Bce ascrive alla politica monetaria dell’Eurotower. A beneficiarne, soprattutto il consumo privato, ora sostenuto «dall’aumento dell’occupazione, che beneficia anche delle passate riforme del mercato del lavoro e della crescente ricchezza delle famiglie». Tuttavia, avverte, nessun cambio di rotta è auspicabile, neanche per quanto riguarda i controversi parametri macroeconomici della Ue sui bilanci degli Stati membri: «Una piena implementazione del patto di stabilità e crescita – ha spiegato il presidente della Bce – resta essenziale per accrescere la resilienza dell’area euro».

«La Bce non privilegia l’Italia»

Così come la capital key – la quota di acquisti riservata a ogni singolo paese in base al suo peso nella Bce che, assicura Draghi, «non ha toccato la “neutralità” degli interventi». Tradotto, significa che nessun trattamento di riguardo è stato usato verso l’Italia «a scapito di altri». Il problema da affrontare resta dunque l’inflazione troppo bassa dell’eurozona, che «deve ancora mostrare segni convincenti di una sostenuta tendenza al rialzo». A dicembre è calata addirittura di un decimale rispetto al mese precedente passando all’1,4 per cento.