«Dolore e vergogna» per i preti pedofili: il Papa torna a chiedere perdono

Lo strazio inflitto dai preti pedofili, un dolore e un oltraggio che non conoscono confini: per questo Papa Francesco, anche incontrando le autorità cilene e la società civile nel Palazzo della Moneda, è tornato a incidere sulla piaga degli abusi sessuali tra i sacerdoti, e nell’esprimere – ancora una volta – «dolore» e «vergogna» per quanto commesso negli anni dai sacerdoti sui bambini, ha sentito nuovamente il bisogno di chiedere perdono.

Preti pedofili: anche in Cile il Papa chiede perdono

Tanto che, parlando della necessità di mettersi in ascolto dei più piccoli e di garantire loro dignità, ha ribadito: «Non posso fare a meno di esprimere il dolore e la vergogna che sento davanti al danno irreparabile causato a bambini da parte di ministri della Chiesa». Il passaggio viene applaudito dalle autorità e arriva dritto al cuore delle vittime che nella loro anima porteranno per sempre i segni della ferita inferta. Una ferita che non smette di sanguinare e di cui il Pontefice è tornato a chiedere ancora una volta perdono. Perdono per gli abusi della Chiesa. «Desidero unirmi ai miei fratelli nell’episcopato, perché è giusto chiedere perdono e appoggiare con tutte le forze le vittime, mentre dobbiamo impegnarci perché ciò non si ripeta». Del resto, proprio Santiago del Cile è stato il drammatico teatro di un caso che si trascina da anni: quello di un prete – padre Karadima – capace di commettere impunemente abusi sessuali per decenni nei confronti di bambini. Il Vaticano lo ha sospeso a divinis nel 2012, ma non lo ha ridotto allo stato laicale. Una misura caritatevole riservata al prelato data l’età avanzata, e un provvedimento che le vittime dei suoi abusi non hanno mai compreso e accettato.