Di Maio: «Mai detto che le Ong sono taxi per migranti». Ma spuntano le prove

In uno status pubblicato su Facebook il 21 aprile scorso Luigi Di Maio affermava testualmente, come da foto in alto: «Chi paga questi taxi del Mediterraneo?». La domanda del candidato premier dei grillini arrivava dopo le deunce di ripetuti abboccamento tra le navi preposte al salvataggio dei migranti e gli scafisti che denunciati dal procuratore di Catania Carmelo Zuccaro e poi finiti, con riscontri attendibili, in un’inchiesta. Due giorni dopo, il 23 aprile, Di Maio tornava sullo stesso concetto rispondendo alla polemica di Roberto Saviano e citando il Rapporto Frontex e le speculazione, anzi, il business, in atto sull’immigrazione. Come sull’euro e sulla necessità di uscire dalla moneta unica, anche qui Di Maio ha innescato una clamorosa retromarcia. «Non ho mai detto che le Ong fossero taxi del mare. Prestando attenzione alle indagini di alcuni magistrati italiani, ho detto che alcune Ong mancano di trasparenza e che dovremmo verificare se stanno salvando o traghettando i migranti, il che è molto diverso», ha detto, in un’intervista all’agenzia tedesca Dpa, il leader del M5S.

Frasi che hanno innescato la reazione di Roberto Saviano, che in un lungo post su Fb, linkando vecchi post in cui il candidato premier 5 Stelle ha utilizzato l’espressione ‘taxi del mare’ sulla scia delle dichiarazioni del procuratore di Catania Carmelo Zuccaro, ha invitato Di Maio a chiedere scusa: «Chieda scusa, Di Maio, per aver gettato discredito su organizzazioni che al più sono sotto processo per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, e in un Paese – scrive Saviano – in cui la legge per l’immigrazione porta i nomi di Umberto Bossi e di Gianfranco Fini credo sia un merito essere sotto processo per voler salvare vite. Chieda scusa per aver fatto campagna elettorale (e questo governo, con Minniti, dopo di lui) sulla pelle di chi sta male, di chi merita una mano tesa e non le tante menzogne prodotte». Un duello tutto a sinistra, nel segno dell’ipocrisia e del politically correct.