De Luca jr come la Boschi. Papà vuol farlo eleggere piazzandolo al numero 1…

Il governatore tiene famiglia, un figlio, in particolare, che non solo deve essere candidato per il Pd per meriti politici non meglio precisati, ma va anche blindato a dovere, non solo nel collegio uninominale campano nel quale può aiutarlo lui ma anche in un posto al sole, meglio se il numero 1, nel listino proporzionale. Piero De Luca, insomma, deve essere eletto a tutti i costi, lo ha deciso papà Vincenzo De Luca, esattamente come Renzi ha fatto con la Boschi, con lo stesso metodo della blindatura.

Secondo il Manifesto, “la scorsa settimana si è presentato al Nazareno il padre per piazzarlo primo nel listino, lontano dall’uninominale: temeva l’effetto referendum 2016. Il governatore aveva promesso a Renzi una vittoria schiacciante del Sì nelle sue terre e invece, per la prima volta, gli elettori gli hanno voltato le spalle, dando il 64,7% dei voti al No. Per evitare imboscate meglio il listino ma il partito pare intenzionato a mettere Piero anche nell’uninominale. Il governatore poi non vuole ministri paracadutati nella sua zona e neppure Franco Alfieri: nel salernitano la campagna elettorale deve ruotare solo intorno al figlio….”.

E non lo scalfiscono certo le critiche, le ironie e le proteste di chi, anche nel Pd campano, non digerisce questa procedura familistica per portare il giovane rampollo dei De Luca direttamente su una poltrona della Camera dei Deputati. «Questa storia dei figli in politica è una cosa triste. Guardi a papà Tiziano, al padre della Boschi….», è il commento, su Repubblica, di Gianfranco Pasquino, politologo di sinistra, a cui la politica tramandata agli eredi non gli piace, e dunque non può fare eccezione per il figlio per antonomasia in Campania, Piero De Luca.

Papà Vincenzo, invece, la getta in caciara, come dicono a Roma. Non è stato lui, il papà, a proporre il figlio, sostiene. «La proposta di candidatura del figlio è stata espressa da chi è interessato alle candidature. Così rispettiamo i diritti costituzionali e restiamo indifferenti alla volgarità e alla cafoneria di chi pensa di fare polemica, distinguiamo i somari da chi ha qualcosa da proporre e si candida per motivi di passione politica».