De Luca impone il figlio e l’uomo che offriva “fritture” per trovare voti (video)

Alla fine Vincenzo De Luca c’è riuscito, suo figlio Piero sarà candidato ed entrerà blindato in Parlamento. A testa alta e senza raccomandazioni, sostiene il diretto interessato. “Con soddisfazione ed entusiasmo che condivido e accolgo l’impegno proposto dal PD per la mia candidatura nel collegio uninominale di Salerno e nel listino proporzionale di Caserta. Ancor più gratificante, l’investitura che mi è venuta direttamente dal segretario nazionale Matteo Renzi». Direttamente da Renzi, sostiene De Luca jr, peraltro imputato per bancarotta fraudolenta per il crac Ifil. Sarà “blindato” come capolista del collegio plurinominale della Camera a Caserta.

Complimenti alla famiglia, ma intanto De Luca, governatore della Campania, ha piazzato in lista anche un altro suo fedelissimo, l’ex sindaco di Agropoli Francesco Alfieri, candidato all’uninominale nel collegio del Cilento. Alfieri, capo staff del governatore, salì agli onori delle cronache per essere stato definito da De Luca, in un colloquio registrato durante un incontro politico di preparazione al referendum, come “l’uomo delle clientele come Cristo comanda” , nello stesso discorso in cui lo invitava a “darsi da fare con le fritturine di pesce” per ottenere voti. Alfieri, a sua volta, all’Hotel Ramada di Napoli durante la campagna elettorale per il referendum. Alfieri è imputato a Vallo della Lucania di omissione d’atti d’ufficio per aver lasciato in uso al ‘clan degli zingari’ tre case confiscate e nella disponibilità del Comune di Agropoli.

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