Dallo spocchioso De Benedetti uno spot in favore dell’antipolitica

È da ascoltare o riascoltare l’intervento di De Benedetti. Perchè, oltre che disgustoso, è sembrato un potente spot all’antipolitica montante. E quindi anche un colpo basso al presidente Mattarella e a quanti, giustamente, si sforzano di chiedere una massiccia partecipazione al prossimo voto politico. Ma De Benedetti a La7, ospite della signora Gruber, è stato tanto altro ancora: un delirio di sicumera e un trionfo di spocchia. L’ingegnere, agli onori della cronaca per una telefonata intercettata con un broker nella quale si quantificava un investimento in azioni delle Popolari perchè l’iniziativa del governo Renzi era ormai prossima, non solo ha negato ogni insider e ogni trading («era un segreto di pulcinella»), ma s’è anzitutto compiaciuto di elencare la potenza, la quantità e la trasversalità delle sue relazioni. Così chi l’ha visto e sentito ha potuto sicuramente comprendere qual è il potere dei soldi, dei soldi veri. Un potere che si mostra senza timori, che si compiace, che bacchetta con spregiudicata animosità amici o ex sodali (Eugenio Scalfari) e che nel farlo cerca di dimostrare l’inutilità di chi tenta di mettersi di traverso. De Benedetti l’ha fatto capire chiaramente che a lui non frega niente di nessuno. E che essendo andato a pranzo con tanti tra i potenti del mondo (elencati con puntuale ed evidente compiacimento) non può non considerarsi al di sopra di ogni giudizio morale. Sì, ha fatto capire tutto questo nella sua performance televisiva. Insieme alla ribadita volontà di votare, nonostante tutto, il Pd di Renzi. Regalando così a noi comuni mortali un ottimo motivo per fare l’esatto contrario.