Dalla commissione di Vigilanza Rai nessuno stop per Vespa e Fazio

Via libera della commissione di Vigilanza Rai alla delibera sulla par condicio che scatta dall’indizione dei comizi elettorali, cessa alla fine dell’ultimo giorno del voto e stabilisce le norme a cui la Rai deve attenersi in materia di comunicazione politica e informazione. Sono stati bocciati gli emendamenti del M5S che avrebbero impedito alle trasmissioni di Bruno Vespa e Fabio Fazio di ospitare esponenti politici durante l’ultimo periodo della campagna elettorale. In sostanza il testo approvato consente ad entrambi di intervistare politici nel rispetto della par condicio. Più in dettaglio, oggi la commissione in assemblea plenaria ha votato le modifiche alla bozza di delibera, bocciando le proposte emendative del Movimento Cinque Stelle relative ai programmi di infotainment durante la fase finale della campagna elettorale. Respinti, in particolare, quattro emendamenti: quello a firma Alberto Airola (“non sono riconducibili alla responsabilità di specifiche testate giornalistiche i programmi che trattino i temi dell’attualità politica ma siano ibridati con i canoni dell’intrattenimento e con temi di attualità non pertinenti con il dibattito politico”) e quello a firma Roberto Fico (“non sono riconducibili alla responsabilità di specifiche testate giornalistiche i programmi a contenuto anche informativo i cui conduttori svolgano prestazioni di natura artistica”) che avrebbero entrambi inibito a Vespa e Fazio di intervistare esponenti politici durante il periodo regolato dalla par condicio, non facendo ricadere i loro programmi sotto la responsabilità di testate giornalistiche. Voto contrario anche per l’emendamento a firma Nesci, Airola, Fico (“non sono riconducibili alla responsabilità di specifiche testate giornalistiche i programmi a contenuto anche informativo i cui conduttori non siano attualmente iscritti all’ordine dei giornalisti”) che avrebbe tagliato fuori Fabio Fazio, considerato che il conduttore ha cancellato la propria iscrizione all’albo dei giornalisti pubblicisti due anni fa. Un emendamento, questo, rispetto al quale Maurizio Gasparri ha scelto di non partecipare al voto pur considerando la “questione seria” per il tema che pone all’attenzione generale. Fra le proposte di modifica bocciate anche quelle di Dalila Nesci e Maurizio Lupi che avrebbero consentito una equa visibilità ai componenti delle coalizioni politiche. In sostanza se fossero state approvate avrebbero permesso agli esponenti di una coalizione di avere tutti diritto a partecipare alle trasmissioni di comunicazione politica, senza che fosse la coalizione a scegliere chi mandare in tv.