Da Unimpresa un papagno a Renzi: 9,3 milioni di italiani a rischio povertà

Unimpresa sferra un bel papagno a Matteo Renzi: in Italia è boom di precari. Mentre continua a crescere, contestualmente, il rischio povertà. Insomma, una bella legnata ai governi che si sono succeduti e a tutti quei sorridenti piddini che ogni giorno e da ogni tv si sbracano nello spiegarci che col job act e simili hanno creato addirittura “un milone di posti di lavoro”. Ma quando mai. La minor disoccupazione, secondo Unimpresa, è infatti compensata da una “fabbrica” di lavoratori precari. Secondo i dati diffusi da Unimpresa, ora sono oltre 9,3 milioni gli italiani non ce la fanno e sono a rischio povertà: è sempre più estesa l’area di disagio sociale che non accenna a restringersi. Dal 2016 al 2017 altre 128mila persone sono entrate nel bacino dei deboli in Italia: complessivamente, adesso, si tratta di 9 milioni e 293 mila soggetti in difficoltà. Crescono, secondo Unimpresa, soprattutto gli occupati-precari: in un anno, dunque, è aumentato il lavoro non stabile per 197mila soggetti che vanno ad allargare la fascia di italiani a rischio. Ai “semplici” disoccupati – che hanno fatto registrare una diminuzione di 69mil unità – vanno aggiunte ampie fasce di lavoratori, ma con condizioni precarie o economicamente deboli che estendono la platea degli italiani in crisi. Si tratta di un’enorme “area di disagio”: ai quasi 3 milioni di persone disoccupate, bisogna sommare anzitutto i contratti di lavoro a tempo determinato, sia quelli part time (900mila persone) sia quelli a orario pieno (2 milioni); vanno poi considerati i lavoratori autonomi part time (722mila), i collaboratori (251mila) e i contratti a tempo indeterminato part time (2,68 milioni). Dati che spiegano il perchè del disgusto crescente verso Renzi e le sue politiche fallimentari e dannose.