Cresce ovunque la persecuzione dei cristiani. I più cattivi Pakistan e Corea

Sono oltre 215 milioni i cristiani perseguitati nel mondo, secondo l’organizzazione internazionale Porte Aperte, che ogni anno stila la lista nera dei 50 Paesi – su un centinaio monitorati – dove i fedeli cristiani sono oppressi, vessati, discriminati, oggetto di abusi e violenze fino a essere uccisi, condizionati nel privato e nella vita pubblica, a causa della loro fede religiosa. ”Il numero dei fedeli perseguitati è in crescita – sottolinea con preoccupazione Cristian Nani, direttore in Italia di Porte Aperte – 1 cristiano su 12 nel mondo è infatti vittima di violenze o abusi. Oltre 15.500 chiese, case, negozi di cristiani sono stati attaccati, nel periodo compreso nel rapporto, tra novembre 2016 e ottobre 2017″. A guidare la classifica dei Paesi persecutori, si legge sul sito della Radio Vaticana, sono Corea del Nord, Afghanistan, Somalia, ma il triste primato di nazione con il più alto punteggio nella violenza anticristiana spetta al Pakistan. “Rispetto all’anno precedente – informa Nani – sono più che duplicati i martiri cristiani, cioè le persone, uomini e donne e anche bambini, che sono stati uccise in quanto cristiani. Quindi non stiamo parlando di cristiani morti in guerre civili o sotto bombardamenti come accade in Medio Oriente. Stiamo parlando di 3.066 persone che sono state uccise premeditatamente in quanto cristiane. Questo è un dato che senza dubbio va sottolineato e dà un’idea dell’impatto della persecuzione anticristiana nel mondo”.