Coppia dell’acido, la Cassazione dice si all’adottabilità del figlio di 2 anni

Non potranno più rivedere il loro bambino. Lo ha deciso la Corte di Cassazione che ha confermato l’adottabilità del bimbo nato da Martina Levato e Alexander Boettcher, la coppia responsabile delle aggressioni con l’acido messe a segno a Milano contro Pietro Barbini. La Suprema Corte ha quindi respinto anche i ricorsi dei nonni materni del bambino che si proponevano come adottanti. Il bambino è nato nell’agosto 2015 quando la donna era già detenuta ed è sempre vissuto in una casa famiglia, ricevendo periodicamente le visite di genitori e nonni. La decisione dei giudici è stata «ispirata alla valutazione del superiore interesse del minore»: per il bene del bambino, dunque, sarà adottato, perché secondo i giudici «se rimanesse legato alla famiglia di origine, inevitabilmente sarebbe costretto a confrontarsi con la drammatica storia familiare dei suoi genitori».

Coppia dell’acido, il bambino è adottabile

Nell’udienza del 30 novembre scorso, invece, il sostituto pg della Suprema Corte Francesca Cerone aveva chiesto che il bambino venisse affidato ai nonni materni. «I figli non si tolgono nemmeno ai mafiosi perché ogni bambino ha diritto a crescere nella famiglia dove è nato. E anche se Alexander Boettcher e Martina Levato sono responsabili di crimini raccapriccianti, dare in adozione il loro figlio equivarrebbe a una non consentita operazione di genetica familiare, come se il piccolo fosse nato con una macchia. I nonni materni sono idonei a crescerlo e ne hanno diritto», aveva detto. Laura Cossar, avvocato della Levato, ha annunciato che farà ricorso alla Corte Europea dei diritti umani. Solo due giorni fa sempre la Cassazione aveva respinto il ricorso di Alexander Boettcher e confermato la condanna a 14 anni nell’agguato a Pietro Barbini, ritenendolo l’ideatore anche se il lancio materiale del liquido corrosivo lo ha compiuto la Levato. ll Comune di Milano, che ha avuto in affido il bambino, aveva chiesto di respingere la richiesta di adottabilità da parte dei nonni del piccolo. «Rispettiamo le figure di questi nonni – aveva detto il legale rappresentante del sindaco Sala – ma l’impegno che vogliono assumersi è sproporzionato alle loro forze, al divario di età, alla durata pesante della pena alla quale sono stati condannati i genitori del bambino che non potranno quindi subentrare presto ai nonni, e al fatto che le aggressioni con l’acido che hanno compiuto denotano un totale deficit di senso civico che può certo essere colmato, ma solo attraverso un processo lungo e dall’esito incerto».