Certezza della pena e difesa i temi su cui di dovrà impegnare il governo

Siamo oramai a tre mesi da un appuntamento elettorale di straordinaria importanza nella vita del nostro Paese. Dopo il golpe europeistico-finanziario del 2011 che ha commissariato la democrazia ed esautorato il popolo italiano delle sue sacre prerogative, dopo quattro governi senza investitura popolare, dopo i diktat della Trojka e della Agenzie di Rating, dopo i sorrisetti beffardi della Merkel e di Sarkozy, finalmente agli italiani viene data l’opportunità di riappropriarsi del proprio destino, del proprio futuro, del proprio onore e della propria dignità nazionale. In questo contesto è fondamentale che il centro destra elabori un programma credibile, realistico e non velleitario e realizzabile che vada incontro il più possibile ai desideri della gran parte del popolo italiano oramai arcistufo di vedersi governato da minoranze elitarie che perseguono utopistici obiettivi ideologici che sono quasi sempre contrari al vero interesse della nazione. Di seguito alcune proposte.

Certezza della pena. Dopo tre anni di governo Renzi e del Partito Democratico sono stati depenalizzati moltissimi reati e per molti altri, in pratica, non si va più in prigione. La pena è severa e ineluttabile solo quando si tratta di punire cittadini che hanno osato difendersi dai criminali. In questi casi i magistrati sono veramente implacabili. Occorre porre fine a questa situazione folle e assurda prevedendo norme tassative e inderogabili che rendano la pena certa ed effettiva. Innanzitutto bisogna agire sulla recidiva prevedendo che alla terza condanna penale il reo perda tutti i benefici di legge e sconti per intero la sua pena senza possibilità di scarcerazione anticipata. Inoltre va sancito il principio per il quale il recidivo perde anche il diritto a godere della attenuanti che, in Italia, vengono elargite da molti magistrati. Per quanto riguarda le pene in generale va disposto che il condannato non recidivo debba comunque scontare, per i reati più gravi e di maggiore allarme sociale, almeno i tre quarti della pena prima di essere rimesso in libertà. Si potranno prevedere sconti ulteriori di pena solo qualora il reo si impegni a risarcire interamente alle vittime il danno causato, sempre previo consenso di queste ultime. Inoltre bisognerà affermare con forza il principio, peraltro già recepito nel programma di Fratelli d’Italia, che chi commette un reato non può in nessun caso chiedere risarcimenti alle vittime del suo reato, come purtroppo troppo spesso avviene oggi nei casi di condanna per eccesso colposo di legittima difesa. Bisognerà poi aumentare in modo significativo le pene per i pregiudicati che commettono i reati di detenzione e porto abusivo di armi da fuoco specie se le armi sono di tipo vietato dalla legge.

Per quanto concerne i cittadini o i membri delle forze di polizia accusati di aver ecceduto nell’uso delle armi, gli stessi non dovranno essere giudicati da un magistrato ma da una giuria di loro pari che dovrà decidere della loro innocenza o colpevolezza, analogamente a quanto avviene nei Paesi anglosassoni di Common Law. Questa misura taglierà le unghie ai troppi magistrati politicizzati che si divertono a perseguire la gente onesta e i poliziotti che si sono dovuti difendere da aggressioni della criminalità e riporterà fiducia nello stato e nella giustizia rendendo, al contempo, un poco più rischioso il lavoro ai criminali che irrompono nelle case e nelle aziende.

E infine gli immigrati. Va sancito in modo chiaro che gli immigrati, in quanto ospiti dell’Italia e del popolo Italiano, hanno il dovere di osservare scrupolosamente e lealmente le leggi dello stato. Coloro che non lo fanno, a seguito di condanna per reato penale superiore a due anni, saranno espulsi ope legis, come pena accessoria, dal Paese senza possibilità di ricorso alla giustizia amministrativa e di richiesta di sospensive varie. I Prefetti e i Questori, da parte loro, dovranno essere tenuti per legge a effettuare le espulsioni non con semplice emissione di ordine cartaceo ma con effettivo accompagnamento alla frontiera dell’espellendo. Occorrerà anche prevedere un forte pena detentiva per gli stranieri che, essendo stati espulsi, tornano in modo fraudolento sul territorio nazionale. E infine, nei dovuti tempi e modi ma senza indugi e senza tentennamenti di sorta, occorrerà procedere alla revisione del Trattato di Dublino che, come è formulato ora, è una autentica norma capestro che ci impone doveri e oneri assurdi senza avere nessun beneficio in cambio. Ove queste misure di buon senso e di civiltà giuridica venissero effettivamente implementate non vi è dubbio che si otterrebbe, in breve tempo, un netto miglioramento della situazione dell’ordine pubblico ed un ritorno di fiducia ed orgoglio nazionale in tutti i cittadini che amano il loro Paese.